Un figlio da rieducare, una lezione per tutta la famiglia

Mio figlio è diventato cattivo, prende di mira chi è più debole di lui. Ed io, presa dai miei mille impegni, non mi sono mai accorta di niente… Ora cosa faccio?

 

Violet

Sono letteralmente cascata dalle nuvole quando, ai colloqui con le maestre di mio figlio, ho scoperto che i suoi compagni hanno paura di lui. Gianluca è un bullo! Non potevo credere alle mie orecchie…

 

Mi hanno detto che si trattava di una faccenda delicata. Gianluca è senza dubbio intelligente e dotato, ma anche arrogante e prepotente. E così si era scoperto che, purtroppo, tirandosi dietro altri due compagni, aveva preso di mira una bambina, Alessia, vessandola in ogni modo.

 

Stavano dicendo sul serio? Mio figlio? Proprio lui? Ma se ai miei occhi è solo un cucciolo d’uomo!

 

E invece a quanto pare purtroppo le cose stavano così. La bambina tornava a casa in lacrime, perché Gianluca e gli altri due la prendevano in giro fino a farla piangere, o le sollevavano il grembiulino davanti a tutti. La piccola era traumatizzata, tanto che la mamma aveva persino chiesto che venisse cambiata di classe. Ma secondo le maestre sarebbe stato più corretto rieducare mio figlio e gli altri compagni bulli. Di qui il motivo del colloquio.

 

All’improvviso mi sono sentita così arrabbiata, arrabbiata con me stessa e con mio marito per aver permesso che il nostro pulcino diventasse così cattivo e non avesse rispetto di una compagna indifesa. Mi sono sentita in colpa, e nello stesso tempo ho sperato con tutta me stessa che fosse tutto un grosso malinteso. Non era così. Una volta a casa ne ho parlato con mio marito e insieme abbiamo messo alle strette Gianluca, che ha ammesso le sue “bravate” candidamente.

 

So che non mi piacerebbe se qualcuno fosse così cattivo con me. So anche che non mi avete insegnato questo. Ma è facile, e poi così mi sento meglio”.

 

Le parole di Gianluca ci hanno gelato il sangue. Come meglio? Eravamo sconvolti. Abbiamo deciso di ricorrere ad una psicoterapeuta esperta in bullismo per affrontare il problema. E grazie a lei abbiamo cominciato a capire un sacco di cose, o meglio, a “vederle”.

 

I segnali c’erano, ma noi, presi dalle nostre preoccupazioni, dal lavoro e dallo stress del trasloco, non gli avevamo dato peso… E così nostro figlio aveva accumulato molto risentimento nei nostri confronti, perché avevamo poco tempo per lui, perché non lo ascoltavamo. Io e mio marito non siamo litigiosi, ma forse negli ultimi tempi – complice anche la mia cotta per il Alberto – avevamo discusso spesso con toni sopra le righe, davanti al bambino. Io poi ero stata sopraffatta dalle tensioni e mi ero ripromessa di prendere la vita in modo più soft, per perdere peso e ritrovare il benessere, quindi, lo ammetto, lo avevo involontariamente trascurato.

 

Gianluca ha molti amichetti figli di genitori separati o divorziati, ed era terrorizzato all’idea che capitasse anche a lui. A scuola non riusciva a legare con nessuno e l’unico modo che aveva trovato per sentirsi importante in classe era essere crudele con un’altra bambina più timida e insicura di lui.

Nulla era perso, ci aveva spiegato la psicologa, ma avremmo dovuto educare il bambino al rispetto nei confronti degli altri, e soprattutto a mettersi nei loro panni:

La Ginecologa 

Non punitelo in modo mortificante, ma fategli capire che gli atteggiamenti prepotenti e violenti nella vostra famiglia non sono accettati. Spiegategli che chi è gentile con tutti “vince” sull’antipatico, sul cattivo, perché nessuno avrà paura di lui e avrà molti più amici.

 

Da qualche settimana abbiamo iniziato un percorso, ma non è finita, ci stiamo ancora lavorando, impostando un sano dialogo, sereno e aperto. Gianluca è ancora piccolo… ha tutto il tempo per capire e maturare. E’ una lezione anche per noi.

 

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