Quello speciale legame madre e figlio: il bonding neonatale

La mamma è sempre la mamma. Il rapporto con il papà si costruisce giorno per giorno, quello con la mamma è invece qualcosa di innato.

 

La mamma è una figura insostituibile. Non c’è una parola tanto potente quanto questa.  In gergo si chiama bonding neonatale ed è quel legame unico che si crea tra la mamma e il neonato e che comincia quando quest’ultimo è ancora nel pancione. Le carezze, gli sguardi, l’allattamento contribuiscono poi a cementare questo rapporto speciale, anche se il bebè ancora non vede bene e non ha la percezione del proprio corpo. Attenzione, perché quando parlo di allattamento non intendo solo quello al seno: anche l’allattamento artificiale consolida il rapporto, poiché il piccolo risponde all’amore con cui la mamma si occupa di lui, non al tipo di nutrimento che riceve.

 

Il neonato sente l’odore della sua mamma e la riconosce già in mezzo agli altri; trova tranquillità solo tra le sue braccia. Questo legame è fondamentale per il suo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale. Il contatto fisico con la sua mamma promuove la crescita sana del bambino.

 

Col papà le cose stanno un po’ diversamente. Tant’è che non è raro che nei primi tempi i papà si sentano un po’ messi in disparte. Ma è giusto che sia così poiché, dopo il parto, comincia quello che si definisce il periodo di esogestazione, ovvero la gestazione che continua al fuori dell’utero della mamma. Non è un caso che i neonati vogliano stare sempre in braccio, a stretto contatto con la mamma, magari con la testolina poggiata sul suo cuore, un suono che loro conoscono bene e che gli ricorda di quando stavano nel pancione.

 

I papà, comunque, possono fare molto in attesa che il bebè riconosca a pieno anche la loro figura.

 

Se nei primi mesi di vita della mia bimba sono stata io il suo mondo, appena la piccola è cresciuta un po’, il “nostro” papà ha cercato di “sostituirsi” a me, anche per darmi una mano. Come? Per esempio occupandosi delle pappe non appena cominciato lo svezzamento. E’ sempre lui che si offre di mettere a letto la bambina la sera. Lui è anche quello specializzato nei giochi più movimentati come la corsa o il nascondino. Questa quotidianità, fatta di gesti concreti, ha alleggerito il peso dei miei compiti nei confronti di nostra figlia, lasciandomi un po’ più di respiro, e al tempo stesso ha alimentato giorno per giorno anche il bonding tra loro due.

 

L’unica differenza è che il legame padre-figlio (o figlia, come nel nostro caso) arriva un po’ dopo rispetto a quello con la mamma. E’ un insieme di cure emotive che giorno dopo giorno si consolida, anche grazie alla sintonia che esiste tra i due genitori e che il bambino è in grado di percepire. Per questo è importante che, oltre a quello col bambino, mamma e papà continuino a coltivare anche il rapporto tra loro. Non è facile, non sempre c’è tempo, si è entrambi molto stanchi e nervosi, ma è un grande beneficio per tutta la famiglia.

 

RUBRICA A CURA DI ILARIA CUZZOLIN



Giornalista, mamma e blogger, parla di risparmio, consigli per gli acquisti, rapporto con i bimbi, problemi di mamma e tanto altro.
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