Quando la tiroide va in tilt

Le malattie della tiroide sono più comuni tra le donne, scopriamone sintomi e cure.

 

La tiroide è una delle principali ghiandole endocrine del corpo e ha il compito di regolare molte funzioni primarie attraverso gli ormoni da lei prodotti, identificati dalle sigle T3 e T4. Perciò quando la tiroide va in tilt  e inizia a produrre troppi ormoni, o troppo pochi, allora si verifica una serie di disturbi la cui variegata natura rende spesso difficile giungere ad una diagnosi univoca.

 

Le donne sono particolarmente esposte alle disfunzioni tiroidee: secondo i dati a disposizione, sviluppano patologie correlate da 5 a 8 volte più degli uomini. Ciò accade perché, durante la sua vita, una donna attraversa fasi in cui le concentrazioni ormonali variano moltissimo e alla tiroide è richiesto un super lavoro (ad esempio in gravidanza), cosa che può pregiudicarne la funzionalità. Inoltre, questa ghiandola a forma di farfallina situata alla base della gola è particolarmente soggetta alle infiammazioni di natura autoimmune, e le donne sono il sesso più colpito da questo tipo di malattie.

 

Se consideriamo che la tiroide si occupa di regolare, tra le altre cose, la funzionalità cardiaca e muscolare, il metabolismo basale, l’attività ovarica e surrenalica, la termoregolazione, e che i suoi ormoni sono coinvolti nell’assorbimento del calcio da parte delle ossa, possiamo avere una piccola idea di come anche un lieve deficit sia in grado di produrre conseguenze alquanto serie. Per fortuna è possibile intervenire con successo, soprattutto quando il disturbo è in fase iniziale e non ha ancora prodotto troppi danni! Il che, va detto, vale un po’ per tutti i tipi di malattie e disfunzioni.

 

La tiroide può funzionare male per molti motivi, ma uno è sicuramente legato all’alimentazione. Tra le principali cause di malattie tiroidee c’è infatti la carenza di iodio, un oligelemento che in parte viene prodotto direttamente dal corpo umano, ma in parte viene ricavato da ciò che si mangia. Assumere cibi ricchi di iodio è pertanto importantissimo ad ogni età, soprattutto per una donna!  Lo si può trovare nel pesce, nelle alghe e nel sale iodato che può diventare un ottimo sostituto del sale normale per aiutare una donna a colmare questo suo fabbisogno nutrizionale.

 

Un altro fattore da non sottovalutare è quello genetico, pertanto se in famiglia sono presenti casi di patologie tiroidee è bene effettuare controlli regolari.

 

Ora vediamo quali sono i principali sintomi che possono far sospettare che, a livello endocrino, c’è qualcosa che non va. Stai in campana se ti accorgi che:

 

  • Ingrassi o dimagrisci anche senza aver modificato la tua dieta
  • Hai sempre freddo
  • Sudi troppo
  • Ti cadono i capelli, le unghie si sfaldano e la pelle appare troppo secca e spenta
  • La tua memoria ha troppi “vuoti”
  • Dormi male
  • Hai episodi di tachicardia frequenti
  • Noti un rigonfiamento sospetto nella zona del collo, che si accentua quando inclini il capo all’indietro
  • Le mestruazioni sono irregolari, saltano o si interrompono per più di tre mesi
  • Gli occhi diventano più sporgenti
  • Il viso appare più gonfio del normale e hai le borse sotto gli occhi anche quando hai dormito a sufficienza
  • Ti senti sempre stanca, spossata, triste
  • Hai attacchi di depressione
  • Sei spesso nervosa, irritabile
  • Hai un calo del desiderio sessuale

 

E’ evidente come il ventaglio di possibili malesseri correlati con un disturbo della tiroide sia davvero ampio, ma se ti accorgi di riconoscerne molti, allora è il caso di sottoporti ai dosaggi ormonali che sono il primo step necessario per verificare se la tua ghiandolina ha qualche problema. Troppo spesso, infatti, si tende a trascurare questi sintomi o a “tamponarli” singolarmente senza ottenere risultati soddisfacenti.

 

Le malattie della tiroide che più di frequente colpiscono le donne sono le infiammazioni (tiroiditi), che possono essere di origine patogena (tiroidite virale),  traumatica, e autoimmune (tiroidite di Hashimoto), croniche o acute. Ad esse spesso si associa il tipico gozzo, con ingrossamento della ghiandola visibile ad occhio nudo.

 

Le conseguenze di queste infiammazioni sono di due tipi:

 

  • Da un lato si può verificare una iperattività endocrina con un aumento nella produzione di ormoni: ipertiroidismo o morbo di Basedow-Graves
  • Dall’altro l’esatto opposto: ipotiroidismo

 

La tiroide può essere anche sede di noduli e tumori, sia maligni che  benigni, la cui diagnosi si effettua attraverso TAC ed ecografie del collo. La natura e la pericolosità di noduli e tumori varia dalla tipologia e dalle dimensioni, perciò la cure andranno da una rimozione totale della ghiandola ad un semplice monitoraggio da effettuare attraverso controlli regolari.

 

In ogni caso, soprattutto quando il cattivo funzionamento della ghiandola produce effetti importanti, sarà necessario integrare o regolare la produzione ormonale in modo attento con dosaggi stabiliti dall’endocrinologo. Se si procede ad un espianto della tiroide, per supplire alle sue funzioni sarà necessario seguire a vita una terapia ormonale sostituiva. Va però subito chiarito che anche senza tiroide si può vivere benissimo, l’importante è non trascurarsi.

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa

TRA GLI EFFETTI DELLE MALATTIE DELLA TIROIDE, SE QUESTE NON VENGONO CORRETTAMENTE TRATTATE, C’È LA COSIDDETTA AMENORREA, CIOÈ LA MANCANZA DI FLUSSO MESTRUALE: IL CHE SIGNIFICA CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ OVARICA CON OVVIE RIPERCUSSIONI SULLA FERTILITÀ. PENSACI PER TEMPO SE DESIDERI UN BAMBINO! A PARTE CASI SPECIFICI È ASSOLUTAMENTE POSSIBILE INTRAPRENDERE UNA GRAVIDANZA CON UNA CONDIZIONE PATOLOGICA A CARICO DELLA TIROIDE, SIA ESSA IPOTIROIDISMO O IPERTIROIDISMO. SE CONTROLLATE E BEN CURATE, LE MALATTIE DELLA TIROIDE NON OSTACOLANO LA GRAVIDANZA E LE CORRETTE TERAPIE PRESERVANO LA FUTURA MAMMA E IL NASCITURO.

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In media, le mani di una persona trasportano 3.000 batteri diversi. Ma non tutti si portano addosso gli stessi germi; ognuno ha i suoi accompagnatori prediletti e, addirittura, i batteri che si annidano su una mano difficilmente lo fanno sull’altra. Un’altra curiosità è che le mani delle donne hanno una densità di microbi maggiore rispetto agli uomini. Forse perché vanno più spesso a fare la spesa? Nei carrelli dei supermercati si nascondono infatti molti più germi di quelli che stazionano in un bagno pubblico. Sulle impugnature si rilevano saliva, muco, feci e batteri come salmonella ed Escherichia coli che provocano varie infezioni. Meglio lavarsi le mani ogni volta che si rientra a casa!

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