Premenopausa: definizione e sintomi

I segnali della premenopausa? Un paio di crisi di vampate di calore e poi più nulla per mesi. Il ciclo mestruale che non è più regolare come un tempo. Scopri quali sono i disturbi che anticipano l'arrivo della menopausa.

 

Si tratta di un evento del tutto normale, di cui non spaventarsi. Significa infatti che l'organismo femminile si sta preparando alla menopausa, cioè al momento in cui si ha la scomparsa definitiva delle mestruazioni per la progressiva riduzione nella produzione di ormoni da parte delle ovaie.

Il termine menopausa rappresenta un istante temporale, cioè l’arresto delle mestruazioni (la parola deriva dal greco men – mese - e pausis - fine). Il periodo che lo precede è definito premenopausa, quello successivo si dovrebbe chiamare postmenopausa, anche se nel linguaggio corrente si utilizza il termine menopausa anche per indicare il periodo successivo all'ultima mestruazione.

Premenopausa: in Italia arriva prima dei 50 anni

Da studi statistici europei è stato dimostrato che le donne dei paesi del Sud vanno incontro alla menopausa più in là con gli anni rispetto alle donne dei paesi scandinavi, che invece tendono a entrare in menopausa verso i 48 anni. In Italia l’età media di inizio della menopausa è intorno ai 50-52 anni.

Premenopausa: il primo segnale riguarda le mestruazioni

In premenopausa si riduce la durata del ciclo, per cui il flusso non compare più come è normale ogni  28 giorni, ma ogni 22-24. Sono responsabili di questo fenomeno la riduzione della produzione ormonale da parte dell’ovaio e un anticipo dell’ovulazione che non avviene più intorno alla metà del ciclo, ma qualche giorno prima. L'altro segnale da non sottovalutare è un cambiamento nella durata del flusso, che inizia man mano a diventare più leggero e breve rispetto al solito. Anche qui la causa è il graduale calo nella produzione degli ormoni femminili.

La scomparsa delle mestruazioni è però solo uno dei segni più evidenti della menopausa, non certo il mutamento più importante che avviene nel corpo della donna. Tutto ha inizio dalla cessazione dell’attività dell’ovaio e quindi della fertilità. Il progressivo esaurirsi della produzione di ormoni femminili altera un equilibrio che ha accompagnato la donna per tutta l'età fertile: provoca disturbi e malesseri e attenua, fino ad annullarlo, quel "privilegio biologico" nei confronti del maschio che l'aveva protetta da una serie di patologie, come ad esempio le malattie cardiovascolari. 

Gli estrogeni e il progesterone influiscono infatti su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali: il cervello, il cuore, la pelle, il sistema nervoso, le ossa, gli organi genitali, il metabolismo dei grassi. Ecco perché la loro carenza dà origine a disturbi così numerosi. 

I sintomi della premenopausa: irregolarità mestruali e vampate

Mentre in alcuni casi la menopausa si verifica senza essere preceduta da sintomi caratteristici, la maggior parte delle donne presenta sintomi o irregolarità mestruali di entità variabile, che possono precedere la menopausa anche di alcuni anni: si parla di premenopausa. Le irregolarità mestruali che possono verificarsi in questo periodo sono dovute ad una minore responsività dell’ovaio che con il procedere dell’età della donna diventa meno capace di reclutare follicoli (esauriti nel corso degli anni) per l’ovulazione, nonostante gli alti livelli di FSH. Compaiono così cicli lunghi con mestruazioni più diradate (oligomenorrea) mentre meno spesso si osservano cicli brevi con mestruazioni più frequenti (polimenorrea) o sanguinamenti anomali. Nella maggior parte dei casi la causa è la presenza di cicli anovulatori.

Si assiste ad un naturale declino della fertilità, in parte per il ridotto numero di follicoli ovulatori in parte per la scarsa qualità degli ovociti prodotti. Inoltre aumenta il rischio di aborti spontanei. Lo scarso numero di follicoli ovarici dovuto all’ovaio che “invecchia”, determina una produzione ridotta di estrogeni

Dal punto di vista sintomatologico, la carenza estrogenica comporta in circa il 75% delle donne la comparsa di vampate di calore e sudorazioni notturne, similmente a quanto più spesso accade in postmenopausa. Questa evenienza comporta molte volte uno scadimento della qualità della vita, al quale però si può cercare di porre rimedio.

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Quando un bimbo non arriva, una delle cause potrebbe essere la celiachia, cioè un'intolleranza permanente al glutine presente nel frumento, nell’orzo, nella segale e nel farro. Non è ancora chiara la connessione, ma i dati dicono che, nelle pazienti con sterilità senza causa nota, la prevalenza della celiachia è di gran lunga maggiore rispetto alla popolazione generale: 4-8% (fonte AIC). Nelle donne celiache che non sanno di esserlo, e che non hanno escluso il glutine dalla dieta, si ha un accorciamento della durata della vita fertile e si manifestano con maggiore frequenza alterazioni del ciclo mestruale e lunghi periodi di amenorrea, fattori che mal si conciliano con il concepimento.