Pomeriggio ai giardinetti, istruzioni per l’uso

Il parchetto è croce e delizia di ogni mamma. Ci sono giorni che ti salva la vita e altri in cui ne faresti volentieri a meno...

 

Ogni mamma lo sa, o dovrebbe saperlo: per i bambini, giocare è una necessità. Uno studio ha recentemente dimostrato che il gioco è addirittura un aspetto di vitale importanza in grado di sollecitare le stesse aree cerebrali normalmente adibite alle esigenze primarie dell'uomo, come per esempio la respirazione.

 

Non solo: per i bambini, giocare è un modo per stare a contatto con la natura e con i loro coetanei. Guai a farne a meno!

 

Ma ecco il punto: il parchetto. O i giardinetti, che dir si voglia. Se durante i mesi freddi può essere evitato perché i bambini giocano già molto all'asilo o a scuola e perché, per lo meno a Milano dove viviamo noi, il clima non è particolarmente invitante, quando invece la temperatura è mite non ci sono più scuse. Devi uscire e andare, anche se non ne hai voglia, anche se fa troppo caldo, anche se sei stanca e ti sembra di dover fare un trasloco, anche se sai che dovrai fare i conti con qualche bambino troppo vivace o genitore maleducato. 

 

 

C’è da dire che molto dipende anche dall'età del piccolo. Ora che mia figlia ha compiuto quattro anni, andarci è diventato un piacere perché, oltre ad essere indipendente, adora giocare con gli altri bambini. Affatto timida, la mia bimba ama condividere i suoi giochi con gli altri, dunque è davvero difficile che si creino controversie da tenere a bada. Lei per prima va dalle altre bambine e molto candidamente chiede: "Vuoi giocare con me?". La cosa che mi diverte di più - una volta tornate a casa dopo aver passato un paio d'ore al parco -  è domandarle il nome di quella bambina e sentirmi dire: "Non lo so mamma!". Per i bambini questi aspetti sono semplici dettagli…

 

Il discorso è diverso se il bambino è piccolo, quindi non interagisce bene con gli altri, va intrattenuto e guardato a vista perché non si faccia male, oppure non è ancora pronto a prestare i suoi giochi. In quel caso bisogna armarsi di pazienza e mettere in conto qualche litigio, qualche pianto o qualche scaramuccia. Perché l’atteggiamento tipico di molti bimbi è quello di non condividere, ma al tempo stesso di pretendere di usare i giochi degli amichetti, che guarda caso sono sempre più belli…


Il mio consiglio è quello di insegnare ai propri figli che giocare insieme, usando i giochi in comune, è molto più divertente che farlo da soli. Alla lunga, lo capiranno… E poi un’astuzia è quella di portarsi dietro qualche gioco in più, in modo da risolvere più o meno sul nascere ogni tipo di problema. Per me i giochi da portare al parchetto per andare sul sicuro sono essenzialmente questi:

 

  • Le bolle di sapone
  • La palla
  • I palloncini
  • Il monopattino
  • I gessetti per colorare per terra
  • La bicicletta
  • I pattini a rotelle

 

Come dicevo può trattarsi di un piccolo trasloco. Ma ne vale la pena.

 

Quanto ai genitori maleducati c'è poco da fare. Purtroppo mi è capitato di trovare delle mamme e papà che fumassero all'interno delle aree gioco per bambini. Mi sale il sangue al cervello in questi casi, ma preferisco non intervenire perché so che finirei per litigare e desidero che la mia bambina non mi veda così arrabbiata. Stesso discorso quando mi trovo a che fare con genitori che intervengono in ogni diatriba tra bambini, perdonando tutto ai loro figli e incolpando sempre gli altri, senza capire che fino a un certo punto devono imparare a sbrigarsela da soli.

 

A volte bisogna saper scegliere qual è il male minore. In fondo il parchetto, a modo suo, è una piccola scuola di vita, per grandi e piccini.

 

RUBRICA A CURA DI ILARIA CUZZOLIN



Giornalista, mamma e blogger, parla di risparmio, consigli per gli acquisti, rapporto con i bimbi, problemi di mamma e tanto altro.
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