Osteoporosi? La prevenzione passa da una vita più attiva

Contro l'osteoporosi, che può peggiorare con la menopausa, bisogna puntare sull'attività fisica. E non solo.

 

Con l’avanzare dell’età, nelle donne particolarmente predisposte (a causa di una concomitanza di fattori ambientali, ormonali e alimentari), si verifica una progressiva riduzione della massa ossea, che diventa più fragile e predisposta alle fratture: è l’osteoporosi, una condizione grave che comporta una diminuzione della densità minerale delle ossa e che può peggiorare con l’arrivo della menopausa.

La Ginecologa

E più si arriva alla fatidica soglia con una massa ossea poco robusta, più aumenta il rischio di osteoporosi. Per scongiurare il pericolo bisogna puntare su un cambiamento del proprio stile di vita, e l’attività fisica gioca un ruolo di primo piano. Il movimento stimola infatti la produzione delle cellule che costruiscono l'osso e rende la muscolatura più tonica ed elastica. Così, il corpo è più agile, le ossa sono più protette dai muscoli e si riduce il rischio di cadute e fratture. L’importante, soprattutto se non si è mai fatto sport, è adottare un approccio soft: è sufficiente, ad esempio, camminare di buon passo tutti i giorni per almeno 20 minuti e in generale muoversi di più, non solo nel tempo libero, ma anche nel corso delle normali attività quotidiane. Quanto alla dieta, è importante che sia ricca di calcio che fa bene alle ossa: ok, quindi, a latte, formaggi, yogurt, pesce azzurro e, per quanto riguarda gli alimenti vegetali, legumi, sesamo, noci, mandorle e cavoli. Moderazione è invece la parola d’ordine per quanto riguarda il sale, dato che il sodio favorisce la demineralizzazione delle ossa, ma anche i dolci e l’alcol.

 

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La celiachia può ostacolare il concepimento

Quando un bimbo non arriva, una delle cause potrebbe essere la celiachia, cioè un'intolleranza permanente al glutine presente nel frumento, nell’orzo, nella segale e nel farro. Non è ancora chiara la connessione, ma i dati dicono che, nelle pazienti con sterilità senza causa nota, la prevalenza della celiachia è di gran lunga maggiore rispetto alla popolazione generale: 4-8% (fonte AIC). Nelle donne celiache che non sanno di esserlo, e che non hanno escluso il glutine dalla dieta, si ha un accorciamento della durata della vita fertile e si manifestano con maggiore frequenza alterazioni del ciclo mestruale e lunghi periodi di amenorrea, fattori che mal si conciliano con il concepimento.

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