Osteoporosi? La prevenzione passa da una vita più attiva

Contro l'osteoporosi, che può peggiorare con la menopausa, bisogna puntare sull'attività fisica. E non solo.

 

Con l’avanzare dell’età, nelle donne particolarmente predisposte (a causa di una concomitanza di fattori ambientali, ormonali e alimentari), si verifica una progressiva riduzione della massa ossea, che diventa più fragile e predisposta alle fratture: è l’osteoporosi, una condizione grave che comporta una diminuzione della densità minerale delle ossa e che può peggiorare con l’arrivo della menopausa.

La Ginecologa

E più si arriva alla fatidica soglia con una massa ossea poco robusta, più aumenta il rischio di osteoporosi. Per scongiurare il pericolo bisogna puntare su un cambiamento del proprio stile di vita, e l’attività fisica gioca un ruolo di primo piano. Il movimento stimola infatti la produzione delle cellule che costruiscono l'osso e rende la muscolatura più tonica ed elastica. Così, il corpo è più agile, le ossa sono più protette dai muscoli e si riduce il rischio di cadute e fratture. L’importante, soprattutto se non si è mai fatto sport, è adottare un approccio soft: è sufficiente, ad esempio, camminare di buon passo tutti i giorni per almeno 20 minuti e in generale muoversi di più, non solo nel tempo libero, ma anche nel corso delle normali attività quotidiane. Quanto alla dieta, è importante che sia ricca di calcio che fa bene alle ossa: ok, quindi, a latte, formaggi, yogurt, pesce azzurro e, per quanto riguarda gli alimenti vegetali, legumi, sesamo, noci, mandorle e cavoli. Moderazione è invece la parola d’ordine per quanto riguarda il sale, dato che il sodio favorisce la demineralizzazione delle ossa, ma anche i dolci e l’alcol.

 

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Tatuaggi ok, ma fai attenzione al rosso

Fai parte anche tu degli oltre 100 milioni di europei che hanno dei tatuaggi? Sappi che potresti correre qualche rischio, soprattutto a causa degli inchiostri utilizzati, sui quali non sempre si effettua un controllo di qualità. Gli inchiostri potrebbero essere contaminati con batteri come stafilococco, streptococco, pseudomonas ed enterococco che possono portare ad infezioni anche gravi. La soluzione? Abbastanza impraticabile: prima di tatuarsi, far sottoporre gli inchiostri a controlli microbici e verifiche sugli ingredienti. Tra le reazioni avverse considerate di minore entità ci sono fotosensibilità, prurito, gonfiore e reazioni allergiche al pigmento. La nuance più a rischio? Il rosso.

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