Le armi contro il tumore al seno

Prevenire e curare il cancro al seno in Italia. Quali sono gli strumenti a diposizione delle donne per prendersi cura della propria salute?

 

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Il cancro al seno è un grande spauracchio per le donne di ogni età, soprattutto per quelle più mature come Anna. E in effetti, dai dati più recenti, risulta che una prima o poi una donna ogni 8 si ammalerà di questa neoplasia. La buona notizia è che questo non solo non equivale a una condanna a morte come poteva capitare alle donne di una generazione fa, ma che il carcinoma mammario è una delle forme tumorali che oggi – in Italia – vengono trattate con maggior successo.

 

Merito di una strategia combinata di prevenzione, screening per la diagnosi precoce, e naturalmente cure di altissimo livello sempre più personalizzate. Quella contro il tumore al seno è dunque una battaglia non più impari ma, al contrario affrontabile e con buone aspettative di vittoria completa.

 

 

CANCRO AL SENO: DI COSA SI TRATTA

Come tutte le donne, anche tu avrai raccolto molte informazioni su questo cancro femminile, se non direttamente, magari da amiche o parenti che ne hanno sofferto o ne soffrono ancora. Sai che questo tumore può svilupparsi in uno o entrambe le mammelle e che può avere caratteristiche diverse. Ad esempio può formarsi in situ, e quindi essere come una sorta di bozzolo circoscritto, oppure – ed è il caso più insidioso – presentarsi come infiltrante con ramificazioni che interessano altri tessuti e i linfonodi circostanti.

 

 

CANCRO AL SENO: I FATTORI DI RISCHIO

I fattori di rischio dipendono da cause esterne, come ad esempio lo stile di vita, il fumare, l’eventuale sovrappeso, la sedentarietà, l’abuso di alcol ecc. Non ci pensi, ma sono tutte pessime abitudini che aumentano il rischio che si sviluppi un tumore mammario nel corso della vita.

 

Ci sono, però, anche fattori non eliminabili che è necessario conoscere: il primo è la predisposizione genetica, che aumenta in caso di forte familiarità. Se hai una nonna, mamma o parente prossima ammalata di cancro al seno, è bene che aumenti il tuo livello di allerta. Non è per spaventarti, ma, al contrario, per “armarti”.

 

Altri fattori ineliminabili sono senza dubbio l’età, perché dopo la menopausa l’incidenza di questa neoplasia femminile cresce percentualmente, e il non aver avuto figli.

 

Nel video, le 5 cose che devi assolutamente sapere sul tumore al seno.

 

CANCRO AL SENO: LA DIAGNOSI PRECOCE

Le speranze di successo dipendono in larga misura dalla tempestività della diagnosi. Per questo si sono moltiplicate negli ultimi anni le campagne di sensibilizzazione che spingono le donne a sottoporsi ai test di screening come i marker tumorali nelle analisi del sangue, la mammografia e prima ancora l’esame senologico.

 

E forse hai sentito parlare della prima, importantissima tappa della prevenzione facile e gratuita: l’autopalpazione. Uno strumento di autoanalisi che ti permette, se fatto bene, di individuare qualche nodulino sospetto di cui il medico avrà modo di appurare la natura attraverso esami specifici come, ad esempio, l’ago aspirato attraverso il quale è possibile risalire alla natura benigna o maligna della neoformazione.

 

A proposito di esami, vediamo quali sono quelli a tua disposizione:

 

  • Autopalpazione. E’ più facile farla che spiegarla ;-) L’autopalpazione va effettuata dopo la fine dell’ultima mestruazione e prima della fase ovulatoria. Pe prima cosa devi posizionarti di fronte allo specchio e osservare forma e caratteristiche del tuo seno anche con le braccia sollevate e di profilo, contraendo il muscolo pettorale sottostante. Controlla i capezzoli, colore ed eventuali asimmetrie. Dopodiché, passa alla palpazione vera e propria da effettuare in questo modo: per ciascun seno usa la mano opposta e delicatamente palpa tutta la superficie in senso orario, senza trascurare anche l’alveo ascellare, partendo dall'areola verso l'esterno. Se senti qualcosa di strano, un nodulo duro o molle, parlane con il tuo medico o con il ginecologo ed eventualmente sottoponiti senza timore ad esami più approfonditi;
  • Mammografia. Nonostante questo esame sia stato un po’ ridimensionato nella sua efficacia perché non è in grado di distinguere una neoplasia da una cisti innocua, resta ancora uno degli strumenti di screening migliori, tanto che negli ultimi 10 anni ha dimezzato la mortalità per questo tumore;
  • Test del DNA. Serve per capire se sei a rischio di ammalarti di cancro al seno per mutazione dei geni BRCA-1 e BRCA-2, quelli più di frequente implicati nello sviluppo del carcinoma della mammella. Utile soprattutto quando in famiglia la malattia si è già presentata più di una volta. Ricordi la storia di Angelina Jolie? Ecco.

 

 

CANCRO AL SENO: LE POSSIBILI CURE

Le terapie naturalmente dipendono dall’aggressività, invasività e dimensioni del tumore, ma in linea di massima il collaudato protocollo terapeutico prevede:

 

  • Rimozione chirurgica della neoplasia senza, però, arrivare alle mutilazioni terribili di qualche tempo fa. Non solo si parla, ormai, di chirurgia conservativa ma, anche qualora il seno dovesse essere asportato in buona parte, la ricostruzione sarà comunque a carico del SSN. Spesso è possibile sottoporre la paziente ad un unico intervento sia di escissione del tumore che di ricostruzione della mammella, al fine di evitare lo stress di troppi interventi chirurgici ravvicinati e troppe anestesie generali. In un secondo tempo si può perfezionare il lavoro con la ricostruzione del capezzolo e l’eventuale ridimensionamento dell’altro seno per renderlo uguale a quello operato e ripristinare le proporzioni del corpo. Negli ultimi tempi i reparti oncologici prevendono anche un’altra “operazione” estetica meno invasiva ma molto efficace sul piano visivo: la copertura delle cicatrici con dei tatuaggi artistici eseguiti da esperte tatuatrici;
  • Chemioterapia. Si rende necessaria quando il tumore sia risultato infiltrante e/o abbia interessato i linfonodi ascellari o sia in fase metastatica;
  • Radioterapia. Serve per ripulire le zone sporche di cellule tumorali dopo l’intervento o per ridurre la massa della neoplasia;
  • Terapia biologica e ormonale. Rappresentano la nuova frontiera, devono essere costruite sulla paziente e si possono usare in combinazione tra loro;
  • A queste terapie si aggiungo quelle sperimentali che la ricerca sta cominciando a mettere a disposizione delle pazienti e che hanno un impatto meno pesante sulla qualità della vita.

 

In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 48mila nuovi casi di tumore alla mammella. Le più colpite sono le donne over 50 e la percentuale di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 98% per i tumori scoperti in fase precoce. La diagnostica di screening che abbiamo visto fa la differenza. Ma è importantissimo anche neutralizzare e o ridurre al minimo i fattori di rischio che derivano dallo stile di vita.

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI DI TUMORE AL SENO, LA TRASFORMAZIONE DELLA CELLULA DA SANA A MALATA AVVIENE A CAUSA DI UN FATTORE AMBIENTALE CHE HA "LAVORATO" NEL TEMPO. TRA I RESPONSABILI C’E’ SICURAMENTE LA DIETA. ALIMENTI COME GRASSI ANIMALI, INSACCATI E BURRO, SE CONSUMATI IN MANIERA ECCESSIVA E NON BILANCIATA ALL'INTERNO DI UNA DIETA, POSSONO ESSERE CAUSA NEL TEMPO DELL'INSORGENZA DI CARCINOMI ALLA MAMMELLA. SOPRATTUTTO IN MENOPAUSA, LA DIETA HA UN RUOLO DETERMINANTE.

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Sei felice? Ce l’hai scritto nei geni

Essere felice è scritto nei tuoi geni, ovvero nel tuo Dna. La cosa curiosa è che, secondo alcuni studi, il fatto che l’attività più o meno intensa di questo gene sia associata alla capacità di provare allegria e serenità esiste solo nelle donne che, non a caso, sono più soggette a sbalzi d’umore rispetto agli uomini. Ma al di là delle questioni genetiche, ci sono piccoli segreti per essere felici che valgono per tutti: concentrarsi sulle cose belle che accadono ogni giorno, senza pensare a ciò che sarà domani. E focalizzarsi su obiettivi concreti, non nutrire aspettative su quelli astratti, che magari non sono realizzabili. Del resto, come disse Trilussa, La felicità è una piccola cosa.”

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