La vestibolite, un nome che fa paura. Ma si può curare?

La prima cosa da dire è che, affidandosi a un buon ginecologo e armandosi di pazienza, la vestibolite si può curare.

La GinecologaNon basta assumere degli analgesici specifici, ma occorre intervenire su più fronti, quindi la combinazione terapeutica più efficace va sempre personalizzata in funzione della paziente. Ma vediamo di cosa si tratta. La vestibolite è un’infiammazione cronica di una zona della vagina chiamata “vestibolo” compresa tra le piccole labbra, il clitoride e la commessura posteriore o forchetta. Ad infiammarsi sono le fibre nervose situate all’interno della mucosa, pertanto si può parlare di una vera e propria nevrite o nevralgia. Il suo sintomo principale è il dolore durante il rapporto sessuale, subito al momento della penetrazione. Non di rado, al termine del rapporto può permanere una sensazione di bruciore che può durare fino al giorno dopo.

Nei casi gravi il dolore può essere così forte da rendere impossibile l’amplesso. Nella zona infiammata, la mucosa si presenta molto arrossata e la lubrificazione è ridotta. A causare la vestibolite possono essere delle recidive di Candida o di altre infezioni non adeguatamente curate. Ecco perché un aspetto fondamentale della terapia consiste nella prevenzione e nel trattamento delle vaginiti e in generale delle infezioni vulvari. C’è poi da agire sulla riduzione dell’iperattività del sistema infiammatorio e sul cambiamento di quegli stili di vita che si rivelano inappropriati come, ad esempio, l’uso di saponi aggressivi o di indumenti troppo stretti. Anche l’alimentazione gioca la sua parte: va ridotta l’assunzione di cibi contenenti zuccheri semplici e lieviti..

 

  • Iscriviti al programma!

mese del benessere intimo

 

Lo sapevi che…?

Orecchie rosse? Non sempre per la vergogna…

Sui danni da cellulare se ne sono dette tante, ma questa è veramente curiosa: tra chi lo utilizza continuamente, ci sarebbe un alto rischio di sviluppare la dermatite. Questa malattia della pelle è localizzata intorno all'orecchio e sull'orecchio stesso e si manifesta con arrossamento, prurito, vescicole. A causare questo sfogo, circoscritto alla zona dov'è appoggiato il telefonino, è probabilmente il nichel o il cromo, che sono presenti nelle parti metalliche del cellulare. I due metalli sono spesso impiegati nei cellulari attorno allo schermo, nella tastiera, nel logo. La soluzione viene da sé: poche telefonate, cambiare spesso orecchio e utilizzare il più possibile auricolare e viva voce.

Cistiset Advance
Ti piacerebbe ricevere
un consulto gratuito
per un PROBLEMA INTIMO?