La vestibolite, un nome che fa paura. Ma si può curare?

La prima cosa da dire è che, affidandosi a un buon ginecologo e armandosi di pazienza, la vestibolite si può curare.

La GinecologaNon basta assumere degli analgesici specifici, ma occorre intervenire su più fronti, quindi la combinazione terapeutica più efficace va sempre personalizzata in funzione della paziente. Ma vediamo di cosa si tratta. La vestibolite è un’infiammazione cronica di una zona della vagina chiamata “vestibolo” compresa tra le piccole labbra, il clitoride e la commessura posteriore o forchetta. Ad infiammarsi sono le fibre nervose situate all’interno della mucosa, pertanto si può parlare di una vera e propria nevrite o nevralgia. Il suo sintomo principale è il dolore durante il rapporto sessuale, subito al momento della penetrazione. Non di rado, al termine del rapporto può permanere una sensazione di bruciore che può durare fino al giorno dopo.

Nei casi gravi il dolore può essere così forte da rendere impossibile l’amplesso. Nella zona infiammata, la mucosa si presenta molto arrossata e la lubrificazione è ridotta. A causare la vestibolite possono essere delle recidive di Candida o di altre infezioni non adeguatamente curate. Ecco perché un aspetto fondamentale della terapia consiste nella prevenzione e nel trattamento delle vaginiti e in generale delle infezioni vulvari. C’è poi da agire sulla riduzione dell’iperattività del sistema infiammatorio e sul cambiamento di quegli stili di vita che si rivelano inappropriati come, ad esempio, l’uso di saponi aggressivi o di indumenti troppo stretti. Anche l’alimentazione gioca la sua parte: va ridotta l’assunzione di cibi contenenti zuccheri semplici e lieviti..

 

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Lo sapevi che…?

Un’arma in più contro il tumore al seno? I pomodori

Secondo alcuni studi, una dieta ricca di pomodori avrebbe un forte impatto sugli ormoni che, indirettamente, proteggono dal cancro alla mammella. Il licopene contenuto nel pomodoro potrebbe infatti favorire la crescita dei livelli di un ormone importante per il controllo del peso e del metabolismo di grassi e zuccheri. Il rischio di cancro al seno è associato, tra l’altro, proprio a condizioni di sovrappeso e obesità. Riuscire a controllarli attraverso la dieta potrebbe, quindi, aiutare nella prevenzione di questo tumore. La diagnosi precoce, ovvero l’attenzione a sottoporsi a visite e screening a seconda dell’età, ad esempio la mammografia, resta comunque la migliore arma di prevenzione.

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