La pillola anticoncezionale? Le cose da sapere

Ogni quanto sospenderla? Cosa fare se ci si dimentica di assumerla? Quali farmaci interferiscono? Sulla pillola anticoncezionale c’è ancora molta confusione.

 

La Ginecologa

Innanzitutto, la sospensione della somministrazione per un periodo più o meno lungo non è necessaria, a meno che non ci siano disturbi che lo richiedano o si voglia provare ad avere un figlio. Seconda questione, ovvero cosa fare in caso di dimenticanza: intanto bisogna sapere che, se si assume la pillola entro 12 ore dall’orario prefissato si ha comunque la copertura contraccettiva. Oltre le 12 ore, invece, è meglio usare anche il preservativo. Parlando di formulazioni classiche, il rischio è maggiore se ci si dimentica le pillole della prima settimana, mentre meno importanti per la copertura contraccettiva sono quelle dell’ultima settimana. Non c’è problema, invece, se per errore se ne assumono due lo stesso giorno: vorrà dire che quel mese il blister finirà un giorno prima.

Quanto all’interferenza di alcuni farmaci con l’assorbimento della pillola, il rischio non sussiste durante i 7 giorni di sospensione ma solo durante i 21 giorni di assunzione. Detto questo, i farmaci che possono dare problemi non sono i comuni antipiretici e antinfiammatori quanto piuttosto alcuni antibiotici, antimicotici e farmaci attivi sul sistema nervoso centrale come gli antiepilettici. E’ necessario prestare attenzione anche ai lassativi e alle preparazioni per il trattamento della depressione lieve a base di iperico o Erba di San Giovanni. Ad ogni modo, è sempre meglio parlarne con il proprio ginecologo.

 

 

Tra i tanti dubbi sulla pillola, uno importante riguarda il rischio di insorgenza di tumore al seno in seguito all’uso prolungato nel tempo. La risposta è che, sì, è vero che la pillola contiene estrogeni, che secondo alcuni studi potrebbero stimolare la crescita delle cellule tumorali, e dunque sembrerebbe esistere un rischio leggermente maggiore di cancro al seno rispetto a chi non l’ha mai assunta, tuttavia il rischio si normalizzerebbe dopo 10 anni dall'ultima assunzione e inoltre la pillola sembrerebbe ridurre il rischio di altri tumori, come il cancro alle ovaie. E' comunque importante ricordare non solo che le pillole di oggi sono molto più “leggere” di quelle di un tempo, ma anche che il tumore al seno è raro nelle donne giovani, che poi sono quelle che fanno più spesso uso della pillola. Quanto, invece, allo sviluppo di cisti, i contraccettivi ormonali sembrerebbero esercitare un ruolo protettivo contro questo tipo di patologie benigne.

Veniamo a un’altra questione su cui spesso ci sono dei dubbi: quando cominciare ad assumere la pillola dall’inizio delle mestruazioni? La regola è di prenderla sempre entro il secondo o al massimo terzo giorno. Così, oltre a garantire copertura contraccettiva, potrà ridurre l’entità del flusso e il dolore mestruale. Se si inizia più tardi, si rischia di avere piccole perdite per tutto il mese o perdite abbondanti a metà mese. Se l’obiettivo è modificare l’arrivo della mestruazione successiva, meglio prolungare l’assunzione di una settimana o ridurre la pausa o addirittura saltarla, prendendo due blister di seguito. Ad ogni modo, è sempre meglio evitare ripetuti cambiamenti di somministrazione.

 

 

 

Ma alla fine, la pillola fa aumentare o diminuire il desiderio sessuale? Se lo chiedono in tante e la risposta è che, per un numero esiguo di donne che lamentano un calo, soprattutto i primi mesi di assunzione, e un peggioramento della qualità dei rapporti magari dovuto a un’aumentata secchezza vaginale, altrettante riportano un aumento del desiderio e rapporti più appaganti. La verità è che la stessa pillola può avere effetti diversi, dipende dal momento della vita che la donna sta vivendo, da eventi esterni o da stati emotivi particolari, più che dalla pillola in sé. Certo è che, laddove il problema sia un calo del desiderio, potrebbe valere la pena parlarne con il ginecologo per valutare di cambiare farmaco anticoncezionale, e sceglierne uno con un dosaggio differente di estrogeni e una diversa qualità di progestinico.

Un’altra domanda frequente è se sia normale avere un flusso mestruale scarso durante l’assunzione della pillola estroprogestinica. Il linea generale non bisogna preoccuparsi: l’importante è che ci sia almeno un giorno di sanguinamento rosso vivo. Per il resto, la scarsità dipende dal fatto che l’endometrio, sottoposto a un dosaggio molto basso di estrogeni, risulta poco nutrito: così, quando si sfalda e determina la mestruazione, questa sarà poco intensa. Ultima questione: assumere la pillola a lungo diminuisce o aumenta la fertilità? La risposta è rassicurante: la pillola riduce la comparsa di fibromi uterini, infezioni e cisti ovariche e dunque protegge la fertilità femminile.

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