La perimenopausa

Alla scoperta della perimenopausa, quella lunga, complessa e delicata fase della vita femminile che va dai 42 ai 54 anni e segna la transizione.

 

Perimenopausa non è sinonimo di premenopausa. Perimenopausa è il termine che definisce la fase della vita della donna che comincia con le prime avvisaglie della premenopausa e si conclude dopo i primi anni di menopausa vera e propria.

 

Le fasi della perimenopausa

La perimenopausa o climaterio è quel periodo che va mediamente dai 42 ai 54 anni che comprende:

 

  • La premenopausa, caratterizzata alcune volte da un insieme di sintomi che anticipano la menopausa anche di diversi anni (vampate di calore, sudorazioni notturne, irregolarità del ciclo mestruale)
  • La menopausa
  • La postmenopausa iniziale

 

Oggi la donna che vive gli anni della perimenopausa è una donna "giovane", attiva socialmente, nell'ambito del lavoro e della famiglia, è una donna che ha tutte le possibilità di vivere questa fase senza paura ma, anzi, con nuovi stimoli e nuove libertà. Per la donna è dunque estremamente importante conoscere e affrontare serenamente questo passaggio fisiologico che può essere caratterizzato da diversi disturbi, alcuni risolvibili o attenuabili.

 

Le vampate di calore

Con il progressivo calo della produzione estrogenica, si manifestano immediatamente i primi sintomi come le vampate di calore, che riguardano il 30-60% delle donne in perimenopausa e che possono essere talmente fastidiose da spingere a rivolgersi al medico


La secchezza vaginale

Il secondo sintomo lamentato dalle donne in perimenopausa e vissuto come grande disagio per la vita di coppia è quello della secchezza vaginale. Questo problema aumenta progressivamente e viene lamentato:

 

  • Dal 5% delle donne in premenopausa
  • Dal 30% delle donne nel corso della perimenopausa
  • Fino ad arrivare al 50% in postmenopausa


Le cause della secchezza vaginale vanno cercate nell'alterazione della mucosa e dell'idratazione vaginale direttamente influenzate dal livello di estrogeni: la loro carenza determina un assottigliamento dei tessuti e una riduzione della vascolarizzazione e delle fibre elastiche contenute negli stessi. La riduzione dello spessore vaginale a sua volta determina un cambiamento dell'ecosistema, quindi del pH vaginale. Inoltre il ridotto spessore dei tessuti rappresenta una minore barriera di protezione fisica contro germi patogeni o irritanti chimici che possono così penetrare più facilmente nella mucosa e determinare vaginiti.


I riflessi sul rapporto di coppia

L’alterazione delle sue “parti intime” comporta una serie di disagi per la donna: primo di tutti la sensazione di secchezza (dovuta alla minor idratazione dei tessuti) e il conseguente prurito. La mancata lubrificazione vaginale, inoltre, determina dispareunia, cioè dolore avvertito durante il rapporto sessuale. Il conseguente vaginismo con ipercontrattilità dei muscoli costrittori della vagina e la paura o l'ansia del dolore portano alla perdita della valenza piacevole del rapporto.

 

Tali difficoltà sessuali possono essere erroneamente interpretate come problemi nella relazione di coppia.


E' molto importante invece mantenere in questi anni una buona qualità di vita anche attraverso una sessualità soddisfacente e per questo è importante conoscere i fisiologici mutamenti dell'organismo correlati all'età. Le reazioni individuali possono essere molto differenti ma è sempre utile e consigliabile utilizzare gel lubrificanti ed emollienti, protettivi della mucosa e che con sostanze naturali possano, quando necessario, anche migliorare la sintomatologia infiammatoria e il prurito.

 

 

 

 

 

Le 6 lady

Felice, anche con qualche kg in più

Set 27, 2016 / White

Sono cicciottella, ma mentre prima ero anche infelice, adesso le cose vanno molto meglio. Merito di chi mi sta aiutando a ritrovare la vera me.

Leggi tutto
  • Iscriviti al programma!

Entra nella community!

Instagram

 

Lo sapevi che…?

Tatuaggi ok, ma fai attenzione al rosso

Fai parte anche tu degli oltre 100 milioni di europei che hanno dei tatuaggi? Sappi che potresti correre qualche rischio, soprattutto a causa degli inchiostri utilizzati, sui quali non sempre si effettua un controllo di qualità. Gli inchiostri potrebbero essere contaminati con batteri come stafilococco, streptococco, pseudomonas ed enterococco che possono portare ad infezioni anche gravi. La soluzione? Abbastanza impraticabile: prima di tatuarsi, far sottoporre gli inchiostri a controlli microbici e verifiche sugli ingredienti. Tra le reazioni avverse considerate di minore entità ci sono fotosensibilità, prurito, gonfiore e reazioni allergiche al pigmento. La nuance più a rischio? Il rosso.

Cistiset Advance