La corsa “alternativa”: addominali, affondi, squat & co.

Allenare i muscoli di sostegno, in particolare gli addominali e i muscoli anteriori delle cosce: ti spiego perché serve così tanto.

 

Ciao #ladyrunner, come stanno andando gli allenamenti? Scommetto che sei riuscita ad aumentare il ritmo e la durata della tua corsa e ora ti senti meglio. Bene così, devi continuare su questa strada. Ma in questo post voglio raccontarti quello che mi è successo qualche tempo fa. Presa dalla foga dell’allenamento, con una gran voglia di migliorare la mia corsa, mi sono “dimenticata” di un particolare importante: allenare i muscoli di sostegno. Con la conseguenza che mi sono ritrovata vittima di un brutto infortunio, che ci ha messo parecchio a passare.

 

Cosa significa allenare i muscoli di sostegno?

 

Significa creare una base utile a sostenere, proprio come dice la parola stessa, il tuo corpo durante e dopo l’allenamento. Sembra una cosa di poco conto, invece è fondamentale. Quando corri sviluppi molto i muscoli del gluteo e del bicipite femorale, mentre i muscoli anteriori e superiori (gli addominali) restano più “molli” creando quindi uno squilibrio che può dar luogo a spiacevoli infortuni e dolori.

 

Ed ecco allora la necessità di lavorare con affondi, crunch e squat. Sì, hai capito benissimo. Sono proprio gli stessi esercizi che ti consigliano in palestra.

 

Non servono serie massacranti e non serve nemmeno ripeterli all’infinito. Per iniziare basta eseguire 10 addominali, affondi e squat ogni giorno, magari ripetendo per due o tre volte. Oltre a rafforzare i muscoli delle gambe, questi esercizi servono anche a farti migliorare la postura nella corsa.

 

Ma c’è di più: mancano poche settimane prima di sfoggiare il bikini in spiaggia… E un po’ di addominali e squat, insieme alla tua sana alimentazione da runner, ti faranno arrivare alla prova costume in perfetta forma e pronta per affrontare le gare di beach volley al mare senza fatica!

 

Non ti piace proprio fare gli addominali? Allora prima di salutarti ti lascio un consiglio facile facile: ti ricordi quando da piccola giocavi all’hula hoop? Ecco, è un gioco divertente che allena proprio la muscolatura addominale e in particolare le fasce oblique, rassodando e asciugando il punto vita. Il consiglio è di praticarlo tutti i giorni, vedrai che benefici!

 

RUBRICA A CURA DI RAFFAELLA CAGNAZZO



Giornalista e blogger. Appassionata runner e apprendista fotografa; instancabile viaggiatrice; velista entusiasta.
MyBlackSunglasses.com - Instagram

 

 

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pH vaginale? Meglio acido

Il pH misura il grado di acidità (da 0 a 7) o di basicità (da 7 a 14) dei liquidi biologici e dei tessuti. In età fertile il pH vaginale è acido, cioè compreso tra 4,5 e 5. Gli ormoni estrogeni stimolano infatti la produzione di glicogeno, uno zucchero che viene trasformato dalla flora batterica in acido lattico, sostanza che mantiene stabile il pH. L'acidità è importantissima per il benessere dell'ecosistema vaginale: in queste condizioni, infatti, i germi patogeni non riescono a moltiplicarsi, con minore probabilità di sviluppare infezioni intime. Può bastare un prodotto sbagliato per alzare l'acidità delle mucose genitali, indebolire i lattobacilli e spianare la strada ai germi patogeni.

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