L’arrivo delle mestruazioni: la mia prima volta

Da #ladymamma mi capita di immaginare quando mia figlia avrà il suo primo ciclo e diventerà una piccola donna. E così ripenso a quando è successo a me…

 

La mia bimba è ancora piccolina ma ogni tanto mi succede di fermarmi a pensare cosa accadrà quando sarà grande e comincerà a rapportarsi con il suo corpo e con le mestruazioni. Provo a immaginare a quando diventerà “signorina” e mi chiedo se mi farà domande, se sarà imbarazzata, se lo sarò io, se saprà affrontare quel “traguardo”, che poi è anche l’inizio di una lunghissima fase della vita, oppure se sarò in grado di capire i suoi dubbi e di darle le risposte di cui ha bisogno.

 

Così mi capita di ripensare a quando è successo a me… E spero che per lei sarà un po’ diverso. Che sia più preparata, ecco.

 

La prima volta che mi sono venute, avevo tredici anni e mezzo. Sono stata la penultima a svilupparmi della classe: era l’estate della seconda media. Me lo ricordo come se fosse adesso. Eravamo nella casa al mare, quando in bagno, nel pulirmi, mi sono accorta che la carta igienica era sporca di rosso.

 

Nessuno mi aveva parlato ancora bene delle mestruazioni: a cosa servissero, come fossero e soprattutto come sarebbero arrivate. Almeno non abbastanza. Certamente sapevo che prima o poi sarebbe successo, come accade a tutte le donne, ma almeno qualche piccolo segnale in più - che so, una vocina interiore del tipo “Guarda che ci siamo, sta per succedere!” - io me l’aspettavo.

 

E invece no. E’ successo tutto all’improvviso.

 

Sarà anche per questo che, quando dal bagno tornai in sala, raccontai tutto a mamma e papà tra le lacrime. Avevo mal di pancia, sì, ma la ragione vera del mio piagnucolare stava più nel fatto che l’arrivo delle mestruazioni significava una cosa ben precisa: diventare una donna, ancora piccola, ma pur sempre una donna. E io di diventare una donna ne avevo davvero poca voglia. Solo poi, infatti, avrei capito che per la mia mamma sarei sempre rimasta una bambina.

 

Sempre col tempo, scoprii anche che, a volte, le mestruazioni arrivano quando si è davvero ancora delle bambine. A mia zia, per esempio, il “marchese” – come si usa dire al nord quando si parla del ciclo – si presentò alla tenera età di nove anni. Dicono che quando ci si sviluppi poi non si cresca più. In effetti mia zia è rimasta piccolina, intorno al metro e 50; io invece che al mio primo ciclo misuravo 1,70 circa ho continuato a crescere per altri 8 centimetri, per poi (per fortuna) fermarmi definitivamente.

 

Quando toccherà a mia figlia fare i conti con la sua prima mestruazione, vorrei fosse più preparata di quanto non lo fossi io sul significato delle mestruazioni, sulle ripercussioni sul suo corpo, su come indossare l'assorbente interno ecc. Già oggi le faccio vivere la cosa con molta naturalezza e non come un tabù. Se per esempio lei entra in bagno mentre mi sto cambiando l’assorbente, non faccio nulla per non farmi vedere. Per adesso non mi ha ancora chiesto nulla perché ha appena tre anni e mezzo. Solo una volta ha esordito dicendo: “Mamma metti anche tu il pannolino?”. Io allora mi sono fatta una grossa risata e con spontaneità le ho risposto: “Sì amore, mamma mette il pannolino dei grandi!”.

 

Già, dei grandi. Le mestruazioni alla fine sono proprio questo: il primo vero segnale che si sta diventando donne. E se le mestruazioni sono il dazio che dobbiamo pagare per riuscire a dare la vita, allora ben vengano anche quei giorni lì!

 

RUBRICA A CURA DI ILARIA CUZZOLIN



Giornalista, mamma e blogger, parla di risparmio, consigli per gli acquisti, rapporto con i bimbi, problemi di mamma e tanto altro.
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