Ipertensione: guai a sottovalutarla!

Con la fine dell’età fertile e l’arrivo della menopausa la pressione arteriosa delle donne può salire, ecco perché e qualche consiglio per intervenire per preservare la salute cardiocircolatoria.

 

Il cuore delle donne ha tanti nemici: generati dalla vita di tutti i giorni, …i dispiaceri, le preoccupazioni, le delusioni d’amore… Ma paradossalmente il più insidioso e temibile  la pressione alta – viene spesso trascurato. Il fatto è che i disturbi cardiaci femminili vengono sottovalutati rispetto a quelli maschili, perché si ritiene, sbagliando, che siano meno frequenti.

 

In realtà, se è vero che in età giovanile le donne sono protette dall’azione degli ormoni estrogeni che mantengono l’apparato circolatorio in buono stato, nel momento in cui tali alleati vengono meno – cosa che accade con l’arrivo della menopausa e continua in post-menopausa – anche le donne si ritrovano con gli stessi problemi dei coetanei uomini. Pressione alta e problemi cardiovascolari iniziano a preoccupare, e aumenta l’incidenza di eventi gravi come infarti e ictus.

 

Ma come mai i problemi cardiovascolari delle donne sono percepiti come molto meno pericolosi e diffusi di quanto siano in realtà, e che ruolo ha in tutto questo, l’ipertensione?

 

Da sempre si è visto che le donne in età fertile percentualmente venivano colpite meno da malattie cardiovascolari rispetto ai maschi, e che la loro pressione arteriosa risultava mediamente più bassa di quella maschile. Questo ha portato le donne a sottostimare le insidie per la salute del cuore, a meno che non appartenessero a categorie a rischio conclamato e quindi sottoposte ad un regime medico specifico e controllato. Peccato che le donne spesso considerano alcuni fattori che possono invece avere degli effetti importanti sulla salute cardiovascolare femminile. Quali? Eccoli.

 

Ormoni e salute cardiovascolare

Fino alla menopausa la donna produce ormoni femminili – gli estrogeni – che sarebbero i grandi protettori della funzionalità cardiaca e vascolare. Al contrario gli ormoni androgeni, in particolare il testosterone, sono all’origine di una maggiore predisposizione degli uomini alla pressione alta e ai problemi cardiovascolari.  Tali ormoni in effetti sollecitano in modo a volte eccessivo il sistema cardiocircolatorio, creando problemi significativi. Le donne, proprio perché la loro produzione di ormoni maschili è molto inferiore, sono meno soggette a questo tipo di conseguenze ma non sempre la concentrazione dei loro ormoni è ideale. Basta un piccolo scompenso, livelli di testosterone e di ormoni androgeni un po’ più alti della media, per avere più o meno gli stessi rischi di un uomo per soffrire di ipertensione.  Il tutto, spesso e volentieri, senza averne la benché minima percezione.

 

Stile di vita e salute cardiovascolare

Oltre agli ormoni, a peggiorare la situazione entrano in gioco altri fattori in grado di alterare il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa. Tra questi troviamo lo stress. Le donne oggi hanno spesso vite estremamente impegnate, in cui il peso delle attività da svolgere e delle aspettative altrui concorrono a creare e mantenere un livello di tensione eccessivo. Troppi pensieri, poco sonno, poco moto, troppo lavoro, troppe preoccupazioni di diversa natura, timore di non farcela, ritmi troppo serrati: tutto questo alla lunga logora anche il cuore più sano. Mettiamoci una dieta sbilanciata, in cui abbondino cibi salati, grassi, zuccheri semplici e caffè, e magari anche l’abitudine di fumare, e il risultato sarà un mix di fattori di rischio che porta ad una pressione che tende inesorabilmente a salire.

 

Così accade che molte donne abbiano la pressione alta senza saperlo, e che se ne accorgano soltanto per caso, traslando poi nel tempo un corretto monitoraggio pressorio e la consultazione del medico, in caso di prolungati valori pressori alterati. Perché questo si pensa: che si tratti di una eccezione che non deve destare preoccupazione. Ma la realtà è che quando la pressione massima supera i 140 mmHg e la minima supera i 90 mmHg, è importante confrontarsi con il proprio medico per valutare un adeguato periodo di monitoraggio pressorio per capire se si tratta o meno di ipertensione arteriosa.

 

L’ipertensione è un problema silente, non dà sintomi se non quando si sono superati di molto i livelli di guardia, non a caso l’ipertensione è definita “Killer silenzioso”, e allora si possono manifestare disturbi quali mal di testa, problemi divista, alterazioni del battito cardiaco, giramenti di testa o altri sintomi. A quel punto, però, il problema è già conclamato e potrebbe necessitare di un ricorso ai farmaci. Sarebbe meglio, invece, agire di prevenzione quando ancora sia possibile intervenire solo con un cambio dello stile di vita e una dieta a basso dosaggio di sale.

 

Ecco perché è bene che anche le donne inizino fin da giovani a controllare la propria pressione arteriosa e frequenza cardiaca in un modo molto semplice: misurandosi regolarmente, almeno una volta al mese, la pressione. Rilevare una pressione costantemente sul livello di guardia e un battito accelerato può infatti costituire un campanello d’allarme da non sottovalutare, e da approfondire con il proprio medico.

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa

PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DEL CUORE OGNI DONNA DOVREBBE NON SOLO E NON TANTO EVITARE DI FARSELO SPEZZARE DA QUALCHE RELAZIONE D’AMORE “TOSSICA”, QUANTO METTERE IN ATTO LE BUONE PRATICHE PER MANTENERLO IN PERFETTE CONDIZIONI: FARE SPORT, MANGIARE BENE EVITANDO GLI ECCESSI DI SALE, NON FUMARE, DORMIRE IL GIUSTO E NON STRESSARSI TROPPO. FACILE? NO. MA NECESSARIO, SÌ.

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