Infertilità: definizione, cause e fattori di rischio

L’infertilità è un problema complesso. Non si verifica il concepimento? Ecco tutti i possibili motivi per cui una coppia non riesce ad avere un figlio.

 

L’ovulazione e il concepimento

Idealmente, se la donna ha cicli regolari ogni 28 giorni, al 14° giorno si verifica un’ovulazione: un follicolo maturo “scoppia” e libera una cellula uovo dotata di 23 cromosomi, che può essere fecondata. A quel punto viene avvicinata all’ingresso della tuba dove incontra gli spermatozoi (anch’essi dotati di 23 cromosomi) deposti in vagina da alcuni minuti a qualche giorno prima (la sopravvivenza degli spermatozoi nel corpo femminile può arrivare fino a 5-7 giorni), e risaliti per tutto l’apparato genitale interno della donna selezionati dalla lunghezza e dalla difficoltà del percorso.


I più validi, dotati di vigorosi movimenti della testa, si avvicinano alla cellula uovo ma uno solo riesce ad attraversare la parete cellulare e fecondare l’ovocita. Si ha così una fusione e la formazione di un’unica cellula dotata di un corredo di 46 cromosomi.

 

L’impianto nell’utero

La cellula formata da ovocita e spermatozoo inizia a dividersi giorno dopo giorno prima in due cellule, poi in quattro, otto, sedici e così via. Dopo circa tre giorni di permanenza e trasporto nella tuba, durante i quali prosegue la divisione cellulare, un embrione raggiunge l’utero dove dapprima si adagia a livello del fondo o della parete posteriore e dopo 3-4 giorni si approfondisce all’interno dove inizia il suo impianto.

 

Fertilità e infertilità

Affinché si verifichi una gravidanza è necessario che tutti i passaggi avvengano in maniera corretta. Altrimenti, se non avviene il concepimento, l’ovulo muore e viene eliminato, il tessuto endometriale si sfalda e compaiono le mestruazioni. In una coppia apparentemente sana la probabilità di concepimento al primo tentativo di ricerca è circa del 25% e raggiunge il 90 % nell’arco di un anno, se i rapporti non protetti sono regolari, almeno 2-3 volte alla settimana.

 

Dopo il primo anno la capacità riproduttiva si riduce progressivamente, così che nel tempo si selezionano delle coppie infertili o sterili, cioè in cui non è ancora sopravvenuta una gravidanza nonostante la ricerca, e che richiedono un percorso diagnostico-terapeutico per raggiungere il successo desiderato.

 

Si parla di infertilità:

 

  • Primaria quando non si è mai verificato un concepimento
  • Secondaria quando la mancanza di fertilità è sopravvenuta in seguito ad uno o più concepimenti

 

L’infertilità è un problema che riguarda numerose coppie in maniera variabile tra il 10% e 15%. Di queste, solo il 4-6% sono destinate ad una sterilità definitiva.

 

Le cause dell’infertilità

Le cause principali di infertilità possono essere sia maschili che femminili. Per quanto riguarda quelle maschili, si tratta di alterazioni spermatiche di varia entità e origine nel 25-37,5% dei casi. Molto più varie e numerose, invece, sono le cause di infertilità femminile:

 

  • Alterazioni dell’ovulazione per motivi ormonali e metabolici (ad esempio iperprolattinemia, micropolicistosi ovarica)
  • Alterazioni nel processo di raccolta e trasporto dell’ovocita fecondato attraverso la tuba verso l’utero (a causa ad esempio di aderenze, malattie infiammatorie-infettive con occlusione tubarica, endometriosi)
  • Alterazioni uterine o vaginali congenite (malformazioni congenite o acquisite per la presenza ad esempio di polipi, miomi che ostacolano l’impianto dell’embrione ecc.)
  • Alterazioni del collo uterino (stenosi) o flogosi o presenza di anticorpi nel muco cervicale che impediscono la risalita degli spermatozoi verso l’ovocita
  • Malattie autoimmuni

 

Esistono anche cause di infertilità miste, cioè che interessano contemporaneamente entrambi o che derivano da disturbi nei rapporti sessuali, così come cause sconosciute: ebbene sì, nel 15-20% delle coppie infertili non si trova alcuna causa (infertilità idiopatica).

 

Infertilità e fattori di rischio

Numerosi fattori sono stati associati ad un aumentato rischio di infertilità sia maschile che femminile. Si tratta di:

 

  • Età della donna: con il progredire dell’età vi è un declino della fertilità a partire già dai 35 anni (1 coppia su 5 sarà sterile se la donna ha un’età compresa tra i 35 e i 39 anni e 1 su 3 dopo i 40 anni)
  • Fumo di sigaretta: il fumo può alterare la motilità tubarica, la qualità dell’ovocita prodotto e la quantità di spermatozoi
  • Farmaci, droghe, radiazioni, inquinanti ambientali, esposizione ad agenti tossici
  • Abuso di alcol, caffè, esercizio fisico, stress, uso di indumenti stretti (per l’uomo)
  • Calo o aumento ponderale del 10-15% rispetto al peso ideale possono causare alterazioni del ciclo mestruale nella donna (occhio dunque alla dieta per massimizzare le probabilità di concepimento)

 

In conclusione il problema dell’infertilità risulta essere molto ampio, articolato e complesso spesso difficile da accettare e comprendere: l’ansia, l’attesa e l’aspettativa costituiscono un circolo vizioso che si autoalimenta e in cui gli eventuali insuccessi possono essere vissuti come un fallimento personale o della coppia. Ma non bisogna abbandonare il sogno di avere un figlio: oggi infatti, grazie ai progressi della procreazione medica assistita, è possibile effettuare un percorso diagnostico e terapeutico per identificare e superare eventuali condizioni nella coppia che ostacolano completamente o parzialmente il concepimento naturale.

 

 

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