Il travaglio

Come nasce un bambino? Tutte le fasi del travaglio e del parto: dai prodromi alle contrazioni, dall’uscita del feto all’espulsione della placenta.

 

Prima di capire come nasce un bambino, cioè cosa avviene prima e durante e dopo il travaglio, cioè il parto, è bene farsi un’idea di come è fatto l’utero e cosa avviene al suo interno nelle fasi finali della gravidanza.

 

 

L'utero e il collo dell’utero

L'utero è un organo muscolare cavo che prima della gravidanza è simile a una pera rovesciata la cui parte inferiore, il collo dell’utero, si estende in vagina per circa 3 cm. Questa porzione di utero in gravidanza è anatomicamente strutturata per il contenimento del feto. Il collo è chiuso e sigillato da un tappo mucoso che protegge il feto dalla risalita di batteri dalla vagina, ma durante il travaglio si apre dilatandosi per consentire il passaggio del bambino.

 

 

I tre stadi del travaglio di parto

Il travaglio è tutto il complesso di fenomeni per i quali si realizzano le modificazioni del collo uterino (appianamento e dilatazione) e la discesa del feto nel canale del parto. Il parto indica invece la progressione del feto nel canale del parto e la sua espulsione.

 

In generale si è soliti usare l'espressione travaglio di parto per indicare l'insieme di tutti questi fenomeni e per convenzione si è soliti suddividerli in tre stadi in sequenza: 

 

  • Periodo dilatante
  • Periodo espulsivo
  • Secondamento, ovvero l'espulsione della placenta e delle membrane dopo la nascita del bambino

 

 

Prima del travaglio: le contrazioni di preparazione

Nelle ultime settimane precedenti l'inizio del travaglio cominciano di solito a comparire alcune contrazioni uterine, di solito indolori, di preparazione. La sensazione è quella di indurimento dell'utero con una sensazione di pesantezza; queste contrazioni possono ripetersi per 15 minuti fino a un’ora o più.

 

 

I prodromi, la perdita del tappo e la rottura delle “acque”

Alcune donne iniziano ad avvertire contrazioni che preannunciano l'inizio del travaglio un giorno prima (sono i prodromi di travaglio), possono durare diverse ore per poi interrompersi; in concomitanza con queste contrazioni il collo comincia a dilatarsi e può comparire una perdita di muco rosato o striato di sangue che indica l'espulsione del tappo cervicale.

 

L'attività contrattile prodromica e la perdita del tappo cervicale non sono però obbligatoriamente sempre presenti poco prima che il travaglio inizi, a volte possono anche precedere di parecchio tempo il regolare avvio del travaglio. Anche la rottura delle membrane con perdita del liquido amniotico (che solitamente appare chiaro come acqua e può manifestarsi come abbondante perdita o lento stillicidio) può avvenire indipendentemente dalla presenza delle contrazioni, fuori travaglio e talvolta diversi giorni prima che il travaglio inizi.

 

 

Inizia il travaglio: durata e intensità delle contrazioni

Il segno che annuncia l'inizio del travaglio è rappresentato da contrazioni più intense che con il passare delle ore diventano più regolari, a intervalli più brevi e di durata maggiore. Il dolore assomiglia a quello mestruale, spesso nella parte bassa dell'addome o a livello lombare. La percezione del dolore più o meno forte varia da donna a donna ma anche da un parto all'altro per la stessa donna.

 

Quando l'utero comincia a contrarsi in maniera regolare il collo risponde cominciando ad accorciarsi, assottigliarsi ed aprirsi.

 

L'andamento delle contrazioni è simile a quello delle onde: iniziano debolmente per aumentare di intensità fino a raggiungere un picco e poi decrescere di nuovo.

 

Fra una contrazione e la successiva vi è una pausa che con il progredire del travaglio diviene sempre più breve (da 10 minuti a 30 secondi).

 

 

Il periodo dilatante: contrazioni ogni 5-8 minuti

Si definisce iniziato il travaglio quando contrazioni regolari dolorose (1-2 ogni 5-8 minuti) si associano ad un collo appianato e dilatato di almeno 2 cm. In questo primo stadio la dilatazione procede di ora in ora fino a 10 cm (dilatazione completa). Appianamento e dilatazione cervicale sono di regola in successione nella prima gravidanza, ma possono essere simultanei in chi ha già partorito.

 

La durata del primo stadio in condizioni di normalità varia da 10-12 ore a 5-8 ore a seconda che si tratti di un primo travaglio o che la donna abbia già partorito precedentemente.

 

 

La discesa della testa del bambino

All'inizio del travaglio la testa del bambino si impegna all'ingresso del canale del parto costituito dallo scheletro osseo del bacino. Il diametro maggiore della testa fetale, cioè quello antero-posteriore, coincide all'inizio del travaglio con il diametro più lungo dell'ingresso pelvico (o "stretto superiore") cioè quello trasversale.

 

A mano a mano che l'utero si dilata la testa del bambino scende compiendo una lenta rotazione.

 

All'uscita della pelvi, del bacino osseo (o "stretto inferiore"), il diametro maggiore è quello che va dal pube al coccige: è per questo che la testa del bambino deve ruotare mentre scende nel bacino, per adattarsi alla conformazione del canale che deve attraversare. Abbassandosi, la testa preme sul collo promuovendo e facilitandone la dilatazione.

 

 

Le posizioni che favoriscono la discesa del bambino

Le posizioni verticali e la deambulazione facilitano l'efficacia delle contrazioni e la discesa del bambino. La posizione accovacciata è sicuramente la più fisiologica: il bacino è aperto al massimo e la forza di gravità agisce favorendo la discesa della testa.

 

 

 

Il periodo espulsivo: le spinte e l’uscita del bambino

Il secondo stadio inizia quando la dilatazione cervicale è completa e la testa fetale è spinta fuori dall'utero nel canale del parto fino al piano perineale ove la testa fuoriesce dall'orifizio vulvare. Affinché la testa scenda è necessario che alla forza delle contrazioni si associ la forza di spinta dei muscoli addominali, quindi la spinta materna.

 

La discesa lungo il canale del parto è resa possibile dall'elasticità delle ossa e dal fatto che le ossa del cranio del bambino non si sono ancora saldate e possono leggermente sovrapporsi riducendone il diametro.

 

Per nascere il bambino deve passare infine attraverso il piano perineale o perineo che rappresenta la porzione di muscoli che chiudono inferiormente la pelvi (detto pavimento pelvico) e che si collegano all'osso sacro.

 

Nel momento in cui la testa sta per fuoriuscire i tessuti del perineo si distendono al massimo e qualora costituissero un ostacolo al disimpegno della testa è possibile eseguire un piccolo taglio (episiotomia) solitamente mediolaterale destro.

 

Il corpo del bambino ruota ancora e compare prima una spalla e poi l'altra, infine il corpo intero viene rapidamente espulso.

 

 

Il taglio del cordone ombelicale e il secondamento

Quando il cordone ombelicale cessa di pulsare (cessa quindi la funzione placentare di apporto di ossigeno e il bambino è in grado di respirare da solo) viene tagliato per separare il bambino dalla placenta che viene espulsa nel terzo stadio (il secondamento) entro 15-60 minuti dalla nascita del bambino.

 

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