I primi 3 mesi del bebè, in bilico tra istinto e consapevolezza

I primi 3 mesi di vita di un bebè sono forse i più difficili da affrontare. E non solo perché sono quelli dove si dorme poco e spesso si mangia in piedi…

 

I primi 3 mesi del neonato sono complessi perché tutto è così nuovo. Le novità fanno sempre un po’ paura, anche quando belle, perché portano con sé qualcosa che non conosci. Con un neonato le cose stanno proprio così: da un minuto all’altro ti ritrovi mamma e una piccola vita dipende in tutto e per tutto da te. E’ finito il tempo delle telefonate-fiume con le amiche, degli aperitivi improvvisati, delle cenette romantiche con la tavola imbandita, delle ore davanti all’armadio a scegliere cosa indossare: tutto quello che prima faceva parte della tua vita, compresa l’intimità con il tuo compagno, devi metterlo da parte per un po’ di tempo per concentrarti sul tuo nuovo ruolo, che è stupendo ma al tempo stesso molto impegnativo sia fisicamente che mentalmente.

 

In effetti, le cose si fanno serie sin da subito, quando sei ancora in ospedale, spossata dal parto.

 

Il primo ostacolo oggettivo può sembrare banale ma ti assicuro che non lo è: come si prende in braccio un neonato? E’ una questione di dimestichezza, di posizione, di tecnica. E per certi aspetti un po’ spaventa: il collo è “molle”, il corpicino del piccolo sembra così fragile, per non parlare della delicatezza della testolina, insomma, all’inizio bisogna veramente prenderci la mano, nel senso letterale del termine.

 

Io pure, che sono mamma, l’altro giorno era da una mia cara amica che ha appena partorito e mi sono trovata in seria difficoltà quando si è trattato di prendere in braccio la piccola. Eppure non sono passati nemmeno quattro anni da quando è nata la mia bambina…

 

La verità è che ti dimentichi tutto col tempo. Per questo io suggerisco sempre alle mamme di tenere tutti i loro ricordi di neomamma in uno di quei libri dedicati ai primi mesi del bambino, dove con foto e frasi si descrivono il primo sorriso, la prima pappa, la prima parolina, i primi passi. Ti assicuro che, per quanto siano indimenticabili, poi non saprai più ricordare con dovizia di dettagli questi momenti speciali e unici.

 

Un altro consiglio che mi sento di darti ti farà sorridere ma, credimi, è azzeccato: fai scorta di pigiami. Nei primi mesi, se resti a casa ad accudire il piccolo, praticamente vivi con indosso solo quelli. Meglio averne un’ampia gamma a disposizione visto che, tra rigurgiti di latte e macchie di vario genere ti devi cambiare tutti i giorni. Non sto esagerando! Hai presente cosa fanno i maschietti quando gli cambi il pannolino? No? Una specie di fontanella che, con mira infallibile, immancabilmente centra il tuo pigiama pulito. Io non ho avuto questo problema, ma tutte le mie amiche con figli maschi sì.

 

Passiamo a qualcosa di più serio: il miglior consiglio che posso darti è quello di farti trovare pronta. Per quanto sarà sicuramente l’istinto materno a guidarti, è sempre meglio “studiare da mamma” prima che nasca il bambino. Puoi trovare tantissimi bei libri sull’argomento. Arrivare preparata ti aiuterà a non entrare in ansia a ogni piccolo starnuto del piccolo o singhiozzo, cosa che i neonati fanno quasi quotidianamente dato che il loro nasino si libera così dallo sporco e il loro apparato digerente si sta ancora perfezionando.

 

A proposito di ansia: anche le altre mamme contribuiscono a generartene, con i loro suggerimenti non richiesti e il loro saper tutto da madri perfette a differenza tua, e questo sia che le incontri nella vita reale sia su internet. Prendi sempre con le pinze i loro racconti e ricorda che ogni bambino, ogni mamma e ogni esperienza sono diversi.

 

Altro argomento tabù è quello della popò. Nei primi tre mesi di vita il piccolo ha più evacuazioni durante la stessa giornata. Nell’arco delle prime settimane assume anche diverse colorazioni, del tutto naturali per quell’età. Ovvio che, se queste cose non si sanno, l’ansia sale subito a mille.

 

La maggior parte dei bambini, per esempio, dietro la nuca ha due piccole ghiandole che col tempo spariranno; stesso discorso vale per la fontanella in cima al capo.

 

Ricordo che mia figlia, quando dormiva, girava gli occhi all’indietro ogni tanto; il suo respiro notturno a volte era più simile a un rantolo; e nel pieno della notte aveva degli scatti, dei sussulti improvvisi delle braccia che a volte addirittura la svegliavano. Ovviamente ho passato i primi tre mesi a dormire con un occhio aperto e l’altro chiuso. E’ quello che fa il 99% dei neogenitori. Poi ho capito che era tutto strano, per me, ma assolutamente normale per lei. Ci sono neonati che dormono addirittura con gli occhi spalancati e questo non deve per nessun motivo allarmare!

 

Il tempo di capire che va tutto bene, e i primi mesi di vita del bebè sono già passati. I bambini crescono in fretta. Tranquilla, anche ad essere mamma si impara in fretta, sempre in bilico tra instinto e consapevolezza.

 

RUBRICA A CURA DI ILARIA CUZZOLIN



Giornalista, mamma e blogger, parla di risparmio, consigli per gli acquisti, rapporto con i bimbi, problemi di mamma e tanto altro.
MammaRisparmio.it - Facebook

 

Le 6 lady

Le mestruazioni sono una faccenda delicata

Mag 12, 2016 / Blue

Si fa presto a dire che un assorbente vale l’altro… Non per tutte è così, anzi!

Leggi tutto
  • Iscriviti al programma!

  • Iscriviti al programma!

Seguimi sui social

 

Lo sapevi che…?

La celiachia può ostacolare il concepimento

Quando un bimbo non arriva, una delle cause potrebbe essere la celiachia, cioè un'intolleranza permanente al glutine presente nel frumento, nell’orzo, nella segale e nel farro. Non è ancora chiara la connessione, ma i dati dicono che, nelle pazienti con sterilità senza causa nota, la prevalenza della celiachia è di gran lunga maggiore rispetto alla popolazione generale: 4-8% (fonte AIC). Nelle donne celiache che non sanno di esserlo, e che non hanno escluso il glutine dalla dieta, si ha un accorciamento della durata della vita fertile e si manifestano con maggiore frequenza alterazioni del ciclo mestruale e lunghi periodi di amenorrea, fattori che mal si conciliano con il concepimento.

Cistiset Advance