Gravidanza: tutto quello che devi sapere

Dalla A alla Z, i principali problemi che possono sopraggiungere durante la gravidanza. Conoscerli aiuta ad affrontarli al meglio.

 

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La gravidanza è un evento fisiologico e meraviglioso nella vita di una donna, che naturalmente comporta qualche ansia e preoccupazione, soprattutto se si tratta della prima volta, come nel caso della nostra amica Stefania. Tutto normale e giustificabile, del resto le incognite sono moltissime: “Il mio bambino sarà sano? Sta crescendo bene? E’ normale questo dolorino al fianco? Perché non ne sento ancora i movimenti? Cosa sono queste piccole perdite di sangue? ecc.

 

Nella maggioranza dei casi, la gravidanza scorre via serenamente e fisiologicamente e difficilmente porta con se complicanze gravi. Tuttavia queste non sono escluse, e possono dipendere da preesistenti condizioni di salute della donna, da uno stile di vita malsano o da situazioni che si sviluppano a prescindere da tutto nei nove mesi. Senza contare la possibilità di difetti genetici nel feto o di gravidanze anomale come quella extrauterina o molare.

 

Conoscere tutte queste possibili situazioni può servire ad affrontarle al meglio laddove si presentino, e talvolta anche a prevenirle.

 

 

ABORTO SPONTANEO. Si parla di aborto spontaneo quando la gravidanza si interrompe da sola entro le prime 20 settimane. E' sicuramente il più comune tra i problemi in gravidanza. Nella maggioranza dei casi questo avviene nell'arco del primo mese e dunque spesso non se ne ha neppure consapevolezza. Le cause? Per lo più si tratta di anomalie cromosomiche che non permettono il corretto sviluppo dell'uovo fecondato o del feto; talvolta può dipendere da problemi fisici preesistenti nell'apparato riproduttivo della donna, come una cervice incontinente, un utero dalla forma irregolare o da malattie (diabete, infezioni all'utero, disturbi di coagulazione).

 

Il sintomo principale è il sanguinamento, che può essere o meno accompagnato da dolori simili a quelli mestruali.

 

In genere non serve un raschiamento - ovvero la pulizia dell'utero - specie se l'aborto spontaneo si manifesta entro le 12-13 settimane di gestazione: l'organismo provvederà da solo ad espellere i tessuti in eccesso. Rimane il senso di perdita e di lutto, che può e deve essere superato, magari con l'aiuto di uno specialista se necessario, comprendendo innanzitutto che un aborto spontaneo è qualcosa di tanto comune quanto fisiologico: non è colpa della donna.

 

Si parla di poliabortività quando si manifestano tre o più aborti spontanei consecutivi entro le 20 settimane di gravidanza: scopri di cosa si tratta e come intervenire.

 

 

ANOMALIE DEL LIQUIDO AMNIOTICO. Il liquido amniotico aiuta a mantenere stabile la temperatura interna al grembo della mamma e protegge il bimbo dai movimenti bruschi o dagli urti. Può capitare però per vari motivi che le sue quantità siano troppo elevate (polidramnios) o troppo scarse (oligoidramnios), andando a compromettere la gravidanza o la salute del bambino. In entrambi i casi sono comunque possibili delle cure.

 

 

DIABETE GESTAZIONALE. Tra i problemi più seri che possono incorrere nelle donne incinte c'è il diabete gestazionale. E' una forma di diabete (alti livelli di glucosio nel sangue) che si sviluppa durante la gravidanza. E' correlato ad un maggior rischio di glicemia alta anche dopo il parto ed è potenzialmente pericoloso per il bambino: può nascere troppo grande, con ittero, sindrome da stress respiratorio, ipoglicemia e bassi livelli di calcio nel sangue.

 

Per tutti questi motivi durante la gravidanza è utile monitorare la glicemia e, in caso di diabete gestazionale, diventa fondamentale attivare dei cambiamenti nella dieta e talvolta assumere dei farmaci prescritti dal medico. Approfondisci qui.

 

 

DISTACCO DELLA PLACENTA. Si verifica più frequentemente nel terzo trimestre: quando la placenta si stacca totalmente o in modo parziale dall'utero, il rischio per la vita del bambino è immediato, in quanto non può più ricevere ossigeno e nutrienti. Tra i sintomi da non trascurare: dolori addominali, sanguinamento e contrazioni.

 

Un distacco di placenta si può verificare in seguito ad un trauma fisico, come conseguenza della preeclampsia, o per motivi inspiegabili. Di certo alcune donne hanno un maggior rischio: sono quelle che hanno avuto molte gravidanze o un precedente distacco placentare.

 

 

GRAVIDANZA EXTRAUTERINA. In una gravidanza normale, l'uovo fecondato viaggia attraverso le tube di Falloppio fino ad arrivare nell'utero dove si impianta. Si parla di gravidanza extrauterina (o ectopica) quando questo percorso non si completa e l'uovo si ferma altrove, il più delle volte proprio nelle tube. Qui chiaramente non esistono le condizioni necessarie al suo completo sviluppo fisiologico - non c'è spazio e neppure tessuti da cui trarre nutrimento - e per la donna subentrano dei rischi seri: l'uovo fecondato crescendo può provocare forti dolori e, se rompe la tuba di Falloppio in cui è si è insediato, può arrecare danni irreversibili al sistema riproduttivo nonché un'emorragia interna con conseguente pericolo per la vita.

 

Il feto non può sopravvivere in una gravidanza extrauterina, per cui è necessario intervenire con un aborto indotto – rapidamente - per evitare complicanze gravi: con un farmaco se la tuba non si è rotta, oppure con la chirurgia.

 

 

GRAVIDANZA MOLARE. E' una gravidanza anomala, per fortuna molto rara: nell'utero, anziché il normale embrione si sviluppa una massa anomala. In alcuni casi (gravidanza molare totale) la placenta inizia ad accrescersi producendo anche l'ormone Hcg, ma al suo interno non vi è traccia di embrione. In altri casi invece (gravidanza molare parziale) si svilupperà un embrione con gravi difetti che non riuscirà a sopravvivere, anche sopraffatto da un tessuto anomalo in crescita nella placenta.

E' necessario intervenire con un raschiamento. La gravidanza molare è anche nota come malattia trofoblastica gestazionale.

 

 

INSUFFICIENZA CERVICALE. In taluni casi il peso del bambino crea troppa pressione sulla cervice uterina, che quindi tende ad aprirsi prima del tempo. Non comporta sintomi, ma si può facilmente vedere con una visita ginecologica e un'ecografia. Per scongiurare il parto pretermine ci sono alcune terapie possibili, e possono comprendere:

 

  • Riposo a letto;
  • Ovuli vaginali di progesterone;
  • Cerchiaggio

 

 

IPEREMESI GRAVIDICA. Con questo termine si intendono gli episodi di nausea e vomito gravi (non la classica nausea mattutina del primo trimestre) che perdurano lungo tutti i 9 mesi, con conseguente rischio di disidratazione e debilitazione della futura mamma. Spesso è necessario un trattamento medico per riequilibrare gli elettroliti.

 

L'iperemesi è più frequente nelle prime gravidanze e in quelle gemellari ed è solitamente dovuta ad un alto livello di ormoni in circolo.

 

 

PARTO PRETERMINE O PREMATURO. Anche questo è un problema in gravidanza relativamente frequente. Una gravidanza dura in media 40 settimane. Il travaglio inizia dunque tra la 37° e la 42° settimana dall'ultimo ciclo mestruale. Può capitare però che, per qualche motivo, il bambino nasca dopo (e si parla allora di gravidanza protratta oltre il termine) oppure prima: si parla in questo caso di parto pretermine o prematuro.

 

Più questo avviene precocemente e maggiore è il rischio per il bambino, che non ha ancora tutti gli organi sviluppati completamente. Per tale motivo è necessario intervenire con rapidità se si sentono contrazioni, specie se accompagnate da dilatazione della cervice uterina, se c’è una rottura prematura delle membrane: si procede con un parto normale, ma è fondamentale rivolgersi ad una struttura che abbia una terapia intensiva neonatale adeguata.

 

In alcuni casi la mamma con sintomi di parto pretermine - se messa a riposo e se necessario trattata anche con farmaci - può arrivare a portare a termine la gravidanza.

 

 

PLACENTA PREVIA. E' una rara complicanza della gravidanza, caratterizzata dall'insediamento della placenta, anziché nella parte alta dell'utero, in quella bassa, verso la cervice. Può comportare emorragie e difficoltà nel parto naturale.

 

 

PREECLAMPSIA. L'ipertensione è sempre pericolosa e in gravidanza lo è ancora di più. Quando la pressione raggiunge o supera i livelli di 90/140 oltre la 20° settimana di gestazione si parla di preeclampsia. I sintomi da non trascurare possono essere:

 

  • Gonfiore eccessivo, ritenzione idrica;
  • Proteinuria;
  • Mal di testa;
  • Vista offuscata.

 

I primi due sono quelli più significativi.

 

 

Tra i rischi maggiori per mamma e bambino troviamo:

 

  • Ritardo di crescita intrauterina;
  • Basso peso alla nascita;
  • Distacco di placenta;
  • Sindrome HELLP (consiste in una serie di alterazioni ematiche ed epatiche, che può verificarsi da sola o associata alla preeclampsia; può comportare danni permanenti al sistema nervoso, ai polmoni o ai reni);
  • Parto prematuro;
  • Problemi respiratori del bambino;
  • Eclampsia (quando la pressione alta coinvolge il sistema nervoso centrale può provocare convulsioni ed essere fatale sia per la donna che per il bambino).

 

 

Cosa fare in tutti questi casi?

Nella maggioranza dei casi la prevenzione o la diagnosi precoce del disturbo aiutano a portare a termine la gravidanza e a mettere al mondo un bimbo sano. E' importante quindi non saltare i controlli dal ginecologo e mantenere uno stile di vita sano, fin da prima del concepimento.

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI LA GRAVIDANZA E’ UN EVENTO NATURALE E NON UNA CONDIZIONE PATOLOGICA. IL PRINCIPALE RUOLO DEL MEDICO E’ DI SORVEGLIANZA, AL FINE DI VERIFICARE CHE IL DECORSO DELLA GRAVIDANZA SI MANTENGA NELL'AMBITO DELLA FISIOLOGIA E DI PREVENIRNE LE COMPLICAZIONI. A TAL FINE E’ CONSIGLIABILE, OLTRE AD UNA VISITA PRECONCEZIONALE, UN INCONTRO MENSILE IN GRAVIDANZA, NEL CORSO DEL QUALE IL MEDICO EFFETTUA UN COLLOQUIO CON LA PAZIENTE, LA VISITA, RILEVA IL PESO CORPOREO, LA PRESSIONE ARTERIOSA, DAL 2° TRIMESTRE IL BATTITO CARDIACO FETALE E PRESCRIVE GLI ESAMI.

 

IN ITALIA IL MINISTERO DELLA SALUTE PREVEDE PER LA DONNA IN GRAVIDANZA UN PRECISO CALENDARIO DI ACCERTAMENTI ESENTI DA TICKET. IL MEDICO TUTTAVIA PUO’ RITENERE OPPORTUNO EFFETTUARE ACCERTAMENTI ULTERIORI E PERSONALIZZATI. QUALORA SI VERIFICHI UNA PATOLOGIA PREESISTENTE ALLA GRAVIDANZA O DA QUESTA INDOTTA, SONO PREVISTI IN ESENZIONE DA TICKET TUTTI GLI ACCERTAMENTI NECESSARI PER MONITORARE L'EVOLUZIONE DEL QUADRO CLINICO.

 

SE NEI FUTURI GENITORI RISULTA UN FATTORE DI RISCHIO GENETICO (ETA’ MATERNA DAI 35 ANNI IN SU, ALTERAZIONI DEI CROMOSOMI O MALATTIE EREDITARIE NEI FUTURI GENITORI, POSITIVITÀ DEI TEST BIOCHIMICI DI SCREENING PER LE PRINCIPALI ANOMALIE CROMOSOMICHE) O SE NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA COMPAIONO ALTERAZIONI NEL FETO, SI POSSONO EFFETTUARE, SEMPRE CON IL SSN, TUTTI GLI ACCERTAMENTI INDICATI DAL GINECOLOGO PER L'APPROFONDIMENTO DEL CASO, FRA CUI AMNIOCENTESI E PRELIEVO DI VILLI CORIALI.

 

IL SSN, NELLE DONNE DI ETÀ INFERIORE AI 35 ANNI, METTE A DISPOSIZIONE TEST DI SCREENING BIOCHIMICO SU PRELIEVO DI SANGUE MATERNO, CHE HANNO LO SCOPO DI SELEZIONARE I CASI A RISCHIO ELEVATO PER LE PIU’ FREQUENTI ANOMALIE CROMOSOMICHE (ES. SINDROME DI DOWN), DA INDIRIZZARE EVENTUALMENTE ALL'AMNIOCENTESI.

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Lo sapevi che…?

La clamidia: nemico numero uno della fertilità femminile

La fertilità femminile è minacciata non solo dall'avanzare dell’età in cui diventano mamme per la prima volta, ma anche dall’inquinamento ambientale, dagli stili di vita scorretti, da malattie come l’endometriosi e soprattutto da infezioni sessualmente trasmesse, come la clamidia. Questa è aumentata  drasticamente nelle giovanissime negli ultimi anni, ed è la principale causa di lesione dell’endometrio e delle tube. Spesso, purtroppo, la diagnosi arriva solo quando la cicogna non arriva. Ed è già troppo tardi. Ecco perché devi ricordarti di sottoporti ai controlli periodici dal ginecologo. Fallo per te, per la tua salute intima e perché, oggi o domani, possa avverarsi il tuo desiderio di maternità!

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