Fibroma uterino? Non sempre è necessario intervenire

Il fibroma è il più frequente tumore benigno dell’utero ed è una delle problematiche più diffuse tra le donne in età fertile.

La GinecologaSi tratta di formazioni solide, di dimensioni variabili da un piccolo chicco di grano ad una massa che può arrivare ad occupare parte dell’addome, che si sviluppano a partire dalla parete muscolare dell’utero e possono essere unici oppure, più spesso, multipli. Nella maggior parte dei casi sono innocui e quasi sempre ci si rende contro della loro esistenza per caso, in occasione di una visita ginecologica o di un’ecografia. La possibilità che possano degenerare in forma maligna è estremamente rara.

Essendo spesso asintomatici, non necessitano di particolari terapie, ma solo di un attento controllo in occasione dei controlli periodici dallo specialista. Laddove invece provochino dolore pelvico o durante i rapporti sessuali, mestruazioni dolorose o sanguinamento anomalo (e questo può dipendere dalla loro dimensione ma soprattutto dalla localizzazione) può essere necessario un trattamento, che va dalla cura ormonale all’asportazione chirurgica, passando per l’embolizzazione e altre metodiche come ad esempio gli ultrasuoni. I tipi di intervento possono essere molto diversi e dipendono dalle caratteristiche, dal numero, dalle dimensioni e dalla posizione del mioma, ma anche dall’età della paziente, dalla presenza di sintomatologia, dall’aver avuto o meno gravidanze e dall’eventuale desiderio di figli. L’approccio terapeutico alla fibromatosi uterina è dunque molto vario, medico o chirurgico, e va personalizzato.

 

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Problemi di coppia? Forse è colpa della dieta

Le scelte alimentari possono incidere sulla vita sessuale: lo dicono gli specialisti della Società Italiana di Andrologia. Il benessere sessuale legato all'alimentazione è dovuto ad una serie di fattori che vanno dalla qualità dei cibi che si mangiano, all'associazione degli stessi, fino alle implicazioni psicologiche per quelli che vengono identificati come cibi afrodisiaci. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ad esempio, può provocare una risposta insulinica anomala che ha come conseguenza il calo del testosterone, l’ormone sessuale maschile prodotto dai testicoli. Tra gli alimenti che stimolano maggiormente la produzione di testosterone ci sono le uova, il miele e… l’aglio.

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