Fibroma uterino? Non sempre è necessario intervenire

Il fibroma è il più frequente tumore benigno dell’utero ed è una delle problematiche più diffuse tra le donne in età fertile.

La GinecologaSi tratta di formazioni solide, di dimensioni variabili da un piccolo chicco di grano ad una massa che può arrivare ad occupare parte dell’addome, che si sviluppano a partire dalla parete muscolare dell’utero e possono essere unici oppure, più spesso, multipli. Nella maggior parte dei casi sono innocui e quasi sempre ci si rende contro della loro esistenza per caso, in occasione di una visita ginecologica o di un’ecografia. La possibilità che possano degenerare in forma maligna è estremamente rara.

Essendo spesso asintomatici, non necessitano di particolari terapie, ma solo di un attento controllo in occasione dei controlli periodici dallo specialista. Laddove invece provochino dolore pelvico o durante i rapporti sessuali, mestruazioni dolorose o sanguinamento anomalo (e questo può dipendere dalla loro dimensione ma soprattutto dalla localizzazione) può essere necessario un trattamento, che va dalla cura ormonale all’asportazione chirurgica, passando per l’embolizzazione e altre metodiche come ad esempio gli ultrasuoni. I tipi di intervento possono essere molto diversi e dipendono dalle caratteristiche, dal numero, dalle dimensioni e dalla posizione del mioma, ma anche dall’età della paziente, dalla presenza di sintomatologia, dall’aver avuto o meno gravidanze e dall’eventuale desiderio di figli. L’approccio terapeutico alla fibromatosi uterina è dunque molto vario, medico o chirurgico, e va personalizzato.

 

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Un motivo in più per smettere di fumare? Respirare

Hai una tosse fastidiosa, che non passa? Se sei una fumatrice, probabilmente per te tosse, catarro e mancanza di respiro sono sintomi apparentemente normali. Attenzione però, perché possono essere i campanelli d'allarme di una grave malattia respiratoria nota come BPCO, ovvero Broncopneumopatia cronica ostruttiva. Si tratta di una patologia invalidante molto diffusa ma spesso riconosciuta troppo tardi, anche 4 anni dopo la sua insorgenza. La BPCO colpisce solitamente intorno ai 40 anni e nella gran parte dei casi è causata dal fumo. Buttare le sigarette è il modo più efficace per ridurre il rischio di BPCO e la progressione della malattia, migliorando la qualità della vita e del respiro. 

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