Fibroma uterino? Non sempre è necessario intervenire

Il fibroma è il più frequente tumore benigno dell’utero ed è una delle problematiche più diffuse tra le donne in età fertile.

La GinecologaSi tratta di formazioni solide, di dimensioni variabili da un piccolo chicco di grano ad una massa che può arrivare ad occupare parte dell’addome, che si sviluppano a partire dalla parete muscolare dell’utero e possono essere unici oppure, più spesso, multipli. Nella maggior parte dei casi sono innocui e quasi sempre ci si rende contro della loro esistenza per caso, in occasione di una visita ginecologica o di un’ecografia. La possibilità che possano degenerare in forma maligna è estremamente rara.

Essendo spesso asintomatici, non necessitano di particolari terapie, ma solo di un attento controllo in occasione dei controlli periodici dallo specialista. Laddove invece provochino dolore pelvico o durante i rapporti sessuali, mestruazioni dolorose o sanguinamento anomalo (e questo può dipendere dalla loro dimensione ma soprattutto dalla localizzazione) può essere necessario un trattamento, che va dalla cura ormonale all’asportazione chirurgica, passando per l’embolizzazione e altre metodiche come ad esempio gli ultrasuoni. I tipi di intervento possono essere molto diversi e dipendono dalle caratteristiche, dal numero, dalle dimensioni e dalla posizione del mioma, ma anche dall’età della paziente, dalla presenza di sintomatologia, dall’aver avuto o meno gravidanze e dall’eventuale desiderio di figli. L’approccio terapeutico alla fibromatosi uterina è dunque molto vario, medico o chirurgico, e va personalizzato.

 

  • Iscriviti al programma!

 

Lo sapevi che…?

Tatuaggi ok, ma fai attenzione al rosso

Fai parte anche tu degli oltre 100 milioni di europei che hanno dei tatuaggi? Sappi che potresti correre qualche rischio, soprattutto a causa degli inchiostri utilizzati, sui quali non sempre si effettua un controllo di qualità. Gli inchiostri potrebbero essere contaminati con batteri come stafilococco, streptococco, pseudomonas ed enterococco che possono portare ad infezioni anche gravi. La soluzione? Abbastanza impraticabile: prima di tatuarsi, far sottoporre gli inchiostri a controlli microbici e verifiche sugli ingredienti. Tra le reazioni avverse considerate di minore entità ci sono fotosensibilità, prurito, gonfiore e reazioni allergiche al pigmento. La nuance più a rischio? Il rosso.

Cistiset Advance