Escrescenze sui genitali? Potrebbero essere sintomo dell’HPV

Si chiamano condilomi genitali o acuminati o anche creste di gallo e sono una delle conseguenze dell’infezione da Papillomavirus o HPV.

La GinecologaIl Papillomavirus è una malattia che si trasmette quasi esclusivamente per via sessuale e solitamente è asintomatica. In alcuni casi, invece, si manifesta con queste piccole lesioni sui genitali e nella zona dell’ano simili a brufoletti. Tra il contagio e la comparsa dei condilomi può trascorrere un periodo di tempo molto lungo, anche alcuni anni. Queste escrescenze color carne possono essere di varie dimensioni, ma in ogni caso sono molto contagiose fin dalle fasi iniziali, cioè quando ancora sono invisibili ad occhio nudo. In genere si curano con il laser.

La presenza dell’HPV è quasi sempre innocua e la maggior parte delle infezioni guarisce spontaneamente, grazie alle difese immunitarie dell’organismo, entro un paio d’anni. Solo alcuni ceppi di HPV possono evolvere verso un’infezione persistente o dare origine a lesioni precancerose. Dunque, anche se i condilomi non devono mettere in ansia di per se stessi, devono comunque rappresentare un campanello d’allarme per l’infezione da HPV che, a seconda del virus trasmesso, può dare origine a una malattia più o meno grave. I consigli sono quelli di sottoporsi a controlli periodici dal ginecologo e di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali perché, anche se non al 100%, può comunque ridurre il rischio di trasmissione.

 

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Lo sapevi che…?

Un’arma in più contro il tumore al seno? I pomodori

Secondo alcuni studi, una dieta ricca di pomodori avrebbe un forte impatto sugli ormoni che, indirettamente, proteggono dal cancro alla mammella. Il licopene contenuto nel pomodoro potrebbe infatti favorire la crescita dei livelli di un ormone importante per il controllo del peso e del metabolismo di grassi e zuccheri. Il rischio di cancro al seno è associato, tra l’altro, proprio a condizioni di sovrappeso e obesità. Riuscire a controllarli attraverso la dieta potrebbe, quindi, aiutare nella prevenzione di questo tumore. La diagnosi precoce, ovvero l’attenzione a sottoporsi a visite e screening a seconda dell’età, ad esempio la mammografia, resta comunque la migliore arma di prevenzione.

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