Diventare mamma oltre i 40? Perché no!

Mamma over 40: scopriamo i pro e i contro per donne e bambini delle gravidanze tardive, sempre più frequenti.

 

"E' capitato!" - si diceva fino a qualche anno fa e i 9 mesi successivi erano vissuti con grande ansia per i pericoli connessi a una gravidanza dopo i 40 anni. Oggi non è più così e sempre più spesso si diventa mamma dopo il compimento dei fatidici "anta", talvolta anche del primo figlio.

 

I motivi per cui questo accade sono numerosi: sostanzialmente si fanno i figli più tardi e, grazie ai progressi della medicina riproduttiva, il desiderio di maternità si realizza anche in casi estremi e difficili, che magari hanno richiesto qualche anno di tentativo.

 

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Inoltre oggi è possibile tenere sotto controllo molti dei rischi connessi a una gravidanza tardiva e questo permette di tentare il concepimento anche in questa fase della vita. Da mamma matura, oltre che psicologa, la nostra amica Stefania aggiungerebbe che le quarantenni oggi sono al massimo del loro splendore, sensualità, sicurezza, energia: non sono e non si sentono "vecchie", ma semplicemente pronte ad avere un bambino!

 

Ma quali sono effettivamente i rischi di una gravidanza over 40? E benefici ne esistono?

 

 

Mamma oltre i 40 anni, svantaggi

 

  • Difficoltà a rimanere incinta. E’ noto, la fertilità diminuisce con l'età, già a partire dai 35 anni: l'organismo rilascia meno ovuli e questi non sono perfetti, dunque più difficili da fecondare e meno soggetti all'impianto o, peggio, allo sviluppo di un bambino sano. Questo non significa non poter concepire (anche donne in premenopausa possono rimanere incinte), ma solo che diventa più difficile. Se fare un figlio tardivamente è una scelta, questo è un aspetto che bisogna tener presente;
  • Rischio d'aborto spontaneo. Le statistiche parlano chiaro: il rischio di aborto spontaneo passa dal 9% tra i 20 e i 25 anni della donna a un 20% tra i 35 e i 40, per arrivare anche al 50% nelle over 42. Ciò è dovuto essenzialmente al maggior rischio di anomalie cromosomiche negli ovuli che si verificano con l'età. Le donne più mature sono anche più inclini a gravidanze extrauterine;
  • Rischio di parto prematuro e Sindrome di Down. Più alto anche il rischio di parto prematuro e di bambini che nascono con alterazioni cromosomiche di varia gravità, a partire dalla sindrome di Down, ma non solo. Per fortuna oggi è possibile fare numerosi test preconcezionali e genetici per escludere le problematiche più gravi, ma a prescindere da questo è importante ricordare che la maggioranza dei bambini di mamme over 40 nasce sana;
  • Rischi del parto. Qui una rassicurazione: in assenza di altre problematiche di salute il rischio di problemi durante durante il travaglio e il parto è equivalente a quello delle giovanissime. L'eccesso di attenzione dovuta all'età può però indurre il medico, in accordo con la donna, anche ad un'eccessiva medicalizzazione che però spesso è inutile. Non va dimenticato, comunque, che più si va avanti con l'età e maggiore è la probabilità di avere problemi di salute che possono arrecare complicazioni: ad esempio sovrappeso, diabete e pressione alta. Si tratta di situazioni che necessitano di controlli e attenzioni particolari;
  • Recupero post parto più difficile. Questo vale sia per l'aspetto estetico che per quello generale, di affaticamento;
  • Gap generazionale con i figli più ampio del solito;
  • Difficoltà nella gestione della famiglia. Ci si può ritrovare ad accudire contemporaneamente figli piccoli e genitori anziani, oppure si può non avere il supporto dei nonni - già deceduti o malati - il cui contatto è tanto importante anche per i bambini;
  • Essere scambiata per la nonna! Eh sì, forse questo è proprio uno svantaggio imbarazzante, ma di sicuro può essere compensato dalla gioia di avere un bimbo.

 

 

Mamma oltre i 40 anni, vantaggi

 

  • Sicurezza finanziaria, sociale ed emotiva. Mamme più grandi d'età sono più stabili sotto questi punti di vista e dunque più pronte a dedicarsi ad un figlio: ricerche scientifiche hanno evidenziato come i figli di genitori anziani abbiano maggiori probabilità di andare bene a scuola;
  • Maggiore pazienza. Lo "stress della genitorialità" si vive con maggiore serenità e consapevolezza;
  • Longevità. Le donne che riescono ad avere un figlio tardivamente sono più longeve: a confermarlo diversi studi scientifici.
  • Minor rischio di tumore al seno. Lo suggerisce uno studio scientifico;
  • La maturità include esperienza con i propri figli precedenti, oppure dovuta all'osservazione di altre esperienze familiari;
  • I bambini fanno apparire più giovane, anche agli occhi degli altri :)

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa
A QUALUNQUE ETÀ, IN GRAVIDANZA UN'ALIMENTAZIONE SANA ED EQUILIBRATA INCIDE POSITIVAMENTE SULLO STATO DI SALUTE DI MADRE E FETO E SULLA PREVENZIONE DI ALCUNE MALFORMAZIONI FETALI. L'ALIMENTAZIONE ECCESSIVA E SBILANCIATA RISCHIA DI DANNEGGIARE IL FILTRO PLACENTARE, POICHÉ ZUCCHERI E GRASSI ROVINANO I PICCOLI VASI CHE PORTANO SOSTANZE NUTRITIVE DALLA MAMMA AL BAMBINO. INFATTI MENTRE IL FABBISOGNO CALORICO È SOLO LEGGERMENTE AUMENTATO (CIRCA 200 KCAL IN PIÙ AL GIORNO), AUMENTA IL FABBISOGNO PROTEICO, DI FERRO E DI VITAMINE QUINDI L'ATTENZIONE ALLA QUALITÀ DEI CIBI DEVE ESSERE DI GRAN LUNGA MAGGIORE.

 

LA DIETA DEVE ESSERE VARIATA E COMPRENDERE:

 

  • CEREALI MEGLIO SE INTEGRALI O SEMI-INTEGRALI (3 VOLTE AL GIORNO)
  • LATTE E LATTICINI (2 VOLTE AL GIORNO)
  • CARNE (3 VOLTE ALLA SETTIMANA), PESCE (3 VOLTE ALLA SETTIMANA) E UOVA (1 VOLTA ALLA SETTIMANA)
  • LEGUMI
  • FRUTTA E VERDURA FRESCHI E DI STAGIONE (4-5 PORZIONI AL GIORNO)
  • OLIO DI OLIVA (4-5 CUCCHIAINI DA CAFFÈ AL GIORNO)
  • 2 LITRI DI ACQUA AL GIORNO

 

L'AUMENTO DEL PESO IDEALE IN GRAVIDANZA È 10-12 KG (MA DIPENDE DAL PESO PREGRAVIDICO), DETERMINATO DA CIRCA 0,5 KG AL MESE NEL 1° TRIMESTRE E DA 1,5 KG AL MESE NEI MESI SUCCESSIVI.

 

UNA DONNA SANA NORMOPESO CHE SI ALIMENTA IN MODO VARIATO E CORRETTO NON HA BISOGNO DI SUPPLEMENTI POLIVITAMINICI IN GRAVIDANZA. L'UNICA VITAMINA CHE È SEMPRE NECESSARIO SUPPLEMENTARE È L'ACIDO FOLICO.

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Lo sapevi che…?

pH vaginale? Meglio acido

Il pH misura il grado di acidità (da 0 a 7) o di basicità (da 7 a 14) dei liquidi biologici e dei tessuti. In età fertile il pH vaginale è acido, cioè compreso tra 4,5 e 5. Gli ormoni estrogeni stimolano infatti la produzione di glicogeno, uno zucchero che viene trasformato dalla flora batterica in acido lattico, sostanza che mantiene stabile il pH. L'acidità è importantissima per il benessere dell'ecosistema vaginale: in queste condizioni, infatti, i germi patogeni non riescono a moltiplicarsi, con minore probabilità di sviluppare infezioni intime. Può bastare un prodotto sbagliato per alzare l'acidità delle mucose genitali, indebolire i lattobacilli e spianare la strada ai germi patogeni.

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