Dalla parte dell’ambiente: scegli un’alimentazione sostenibile

7 consigli per fare la spesa contribuendo a salvare il pianeta, cioè tenendo conto dell'impatto che anche le tue scelte hanno sulle risorse del mondo.

 

Noi siamo quel che mangiamo” affermava intorno alla metà dell'800 il filosofo Ludwig Feuerbach. E non si riferiva ai superfood benefici da assumere al posto di cibo spazzatura - concetti allora inesistenti - ma ad un pensiero molto più profondo che vedeva l'uomo all'interno della natura, come parte integrante della stessa.

 

 

Ed ecco allora che, in tale ottica, ciò che anche tu mangi abitualmente non solo può far bene o male al tuo organismo, ma anche all'ambiente che ti circonda.

 

E' in questo forse che si può sintetizzare l'origine dell'alimentazione sostenibile: nel produrre e consumare il cibo bisognerebbe tener conto dell'impatto che questo ha sulle risorse del mondo. Pensa semplicemente all'impegno delle risorse idriche o all'impiego di sostanze chimiche come i pesticidi!

 

L’allarme è stato lanciato da tempo: la maggioranza dei sistemi di produzione alimentare di oggi mettono a rischio la capacità futura del pianeta di produrre altro cibo. In Europa abbiamo già raggiunto i livelli limite di compatibilità. In agricoltura, così come nella pesca, si sta perdendo la biodiversità, fondamentale per l'equilibrio della vita, mentre la quantità di acqua utilizzata in molte aree del mondo supera di gran lunga le risorse a disposizione. E questi sono solo degli esempi tra tanti.

 

 

 

Parlare di alimentazione sostenibile significa puntare ad invertire questa tendenza. Molto ci si aspetta, ovviamente, dai massimi sistemi, dai Governi locali, dai comitati internazionali, dalle grandi industrie alimentari, ma altrettanto puoi fare anche tu, consumatrice quotidiana, semplicemente facendo la spesa in modo più congruo.

 

Come? Ecco alcuni consigli pratici:

 

  1. Acquista prodotti locali e di stagione. Sono freschi e sani: la filiera corta non necessita di conservanti o trattamenti particolari, sono realizzati secondo le normative di sicurezza alimentare del Paese di appartenenza; scegliere cibo locale, della tua regione e stagionale, significa anche ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica per il trasporto, l'inquinamento dovuto alle metodiche di conservazione (ad esempio in frigo), o alla produzione in serra, e più in generale i suoi costi. Inoltre privilegiare i prodotti tipici significa evitare che certe varietà preziose ed uniche si perdano, si estinguano.
  2. Consuma meno carne. Se non sei vegetariana, probabilmente anche tu mangi o prepari per la tua famiglia troppa carne rispetto a quello che una dieta sana suggerirebbe: pensa che in Italia ognuno ne mangia mediamente 90 chilogrammi l'anno! Il punto è che bisognerebbe diminuirne le porzioni e la frequenza di consumo. Per ciò che riguarda gli acquisti va preferita carne prodotta a livello locale con metodi di allevamento tradizionali, estensivi: attualmente la maggioranza di questi prodotti alimentari in Europa proviene da allevamenti intensivi, industriali, dal pesante impatto ambientale. Qualche numero per rendere l'idea: per avere un kg di carne di manzo servono 15.000 litri di acqua, almeno 15 kg di soia e cereali e si emettono più di 68 Kg di anidride carbonica. L'assurdo è, inoltre, che per alimentare questi animali si consuma la metà della produzione agricola globale.
  3. Il pesce. Si mangia poco pesce rispetto a quello che la salute richiederebbe, e quel poco non è neppure giusto: spesso proviene da Paesi lontani, con un forte impatto sull'ambiente oltre che sulla qualità. Va preferito il pesce del Mediterraneo, pescato piuttosto che di allevamento; non pensare sempre e solo a pesci pregiati, ma anche a quelli cosiddetti "poveri", di fatto ricchi di nutrienti preziosi per la salute come gli Omega 3.
  4. Stop agli sprechi alimentari. Assolutamente "non sostenibile" la quantità di cibo che tutti noi buttiamo via. Gli acquisti vanno fatti in modo più ponderato, e gli avanzi vanno conservati bene e mangiati, magari rielaborati: ciò che butti nella pattumiera non solo ha un impatto negativo sull'ambiente per la produzione e distribuzione, ma anche per il suo smaltimento.
  5. Biologico è meglio! L’agricoltura biologica (così come descritta dal Regolamento CE n. 834/07) comprende la produzione agricola di frutta, verdura e alimenti di origine animale e si basa sul rispetto dei processi ecologici e biologici, della biodiversità e delle risorse. Non utilizza prodotti chimici (dai pesticidi agli antibiotici per gli animali), OGM e si concentra, per ovvi e conseguenti motivi, su prodotti tipici locali.
  6. No ai cibi pronti e agli imballaggi: hanno un maggior impatto produttivo e distributivo.
  7. Stop anche all'acqua in bottiglia: quella del rubinetto è sicuramente la più "sostenibile" che tu possa bere quotidianamente, a meno che non abiti in prossimità di una fonte naturale!

 

Attualmente il mercato alimentare è mosso dagli interessi, dalle richieste dei consumatori: se anziché cercare frutta esotica cominci a optare anche tu per le arance appena colte dall'albero, il sistema attuale potrà cambiare. Anche tu, con la tua spesa al supermercato, puoi fare davvero la differenza per salvare il pianeta!

Le 6 lady

Un appuntamento al buio

Lug 01, 2016 / Green

Io, un fascinoso avvocato che potrebbe essere l’uomo dei miei sogni e… Un disastro su tutta la linea!

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Molte donne pensano di essere protette durante il periodo che precede l’arresto delle mestruazioni. Ma non è così. Anche se il tasso di fertilità è minimo, alcuni cicli sono ancora fecondi e non è possibile prevedere quali siano. Meglio parlarne con il ginecologo, così da scegliere un idoneo metodo contraccettivo. Attenzione ad affidarsi alla contraccezione naturale, perché le mestruazioni sono spesso irregolari e non si riesce a conoscere il momento esatto dell'ovulazione. In premenopausa si riduce la durata del ciclo, per cui il flusso non compare più ogni  28 giorni, ma ogni 22-24. Inoltre, si verifica un anticipo dell’ovulazione, che avviene qualche giorno prima della metà del ciclo.

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