Cranberry: il mirtillo che fa bene alle vie urinarie

Il mirtillo rosso americano, noto come cranberry, è un concentrato di principi attivi naturali dalle numerose proprietà, tra cui quella di assicurare il benessere delle vie urinarie.

 

È possibile curarsi con un frutto? Sì, se parliamo di infezioni urinarie e se il frutto in questione è il quasi “miracoloso” cranberry, un mirtillo rosso molto speciale. La cistite è un disturbo molto comune delle vie urinarie facilitata da fattori di rischio solo in parte eliminabili. Tra questi troviamo patologie croniche come diabete, stitichezza e malattie intestinali che, per la vicinanza anatomica soprattutto nella donna, possono trasmettere infezioni anche alle vie urinarie.

 

Perché le vie urinarie sono soggette ad infezioni?

Le basse vie urinarie costituite da uretra, il tubicino che convoglia l’urina verso l’esterno, e vescica sono vulnerabili all’attacco dei batteri perché sono vicine all’ano e alla vagina, che per natura sono popolati da microrganismi. A volte l’equilibrio della flora batterica intestinale e vaginale viene perso, a causa di un forte stress o di una malattia o per l’assunzione di antibiotici che indeboliscono i batteri buoni, così i batteri cattivi si moltiplicano senza controllo e attaccano le vie urinarie. Questi organi, che sono naturalmente sterili perché non presentano batteri al loro interno, diventano un focolaio di infezioni.

La cistite è l’infiammazione della mucosa interna della vescica che rappresenta la risposta delle difese immunitarie all’attacco batterico. Questo disturbo complica non poco la vita, con sintomi sgradevoli come un continuo stimolo a fare pipì, bruciore, perdite urinarie e talvolta sangue nelle urine. Se l’infezione è di natura batterica, la cistite generalmente si cura con gli antibiotici. Una volta che abbiamo avuto un primo episodio di cistite, è come se avessimo creato una corsia preferenziale per questa infiammazione e il rischio di cistite ricorrente è alto, specialmente se abbiamo curato la nostra infezione con gli antibiotici che possono provocare una resistenza batterica.

 

 

Come difendere il benessere delle vie urinarie: il cranberry

Ma torniamo alla nostra bacca rossa, cosa c’entra con le cistiti ricorrenti? Come molti altri frutti o piante, il cranberry stimola l’azione del sistema immunitario. Se le difese del nostro organismo sono forti e ben armate, prevenire anche le antipatiche cistiti sarà molto più facile. Il cranberry è una varietà di mirtillo rosso originario del Nord America che contiene molte sostanze antiossidanti, tra cui la vitamina C, in grado di contrastare la produzione di radicali liberi dannosi per l’equilibrio della flora intestinale ed intima, e di rafforzare le difese naturali contro le infezioni. Ma il cranberry fa anche di più. Questa bacca, infatti, ha una naturale azione antimicrobica, disinfettante e antisettica grazie alla presenza di grandi quantità di polifenoli, in particolare di proantocianidine A (PAC A) che impediscono ai batteri di “attaccarsi” alle pareti interne di vescica e vie urinarie e dare vita ad infezioni. Inoltre, sempre grazie a questi antiossidanti e alla vitamina C, il cranberry rende le urine meno acide che, quindi, sono meno irritanti per le vie urinarie.

 

 

Il cranberry si può assumere sotto forma di integratore, soprattutto nei periodi dell’anno o della vita in cui sappiamo che le nostre difese immunitarie possono essere più deboli come durante la menopausa e nei cambi di stagione, in particolare con l’arrivo dei primi freddi. Ma attenzione anche all’estate, soprattutto se hai programmato delle vacanze al mare, perché la combinazione di umidità, calore e salsedine può rappresentare un rischio per il tuo benessere urinario ed intimo. Mentre fai la valigia, ricordati di mettere integratori di “rinforzo” a base di cranberry che possono rivelarsi un’idea vincente e salva-ferie.

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Lo sapevi che…?

In premenopausa aumenta il rischio di gravidanza

Molte donne pensano di essere protette durante il periodo che precede l’arresto delle mestruazioni. Ma non è così. Anche se il tasso di fertilità è minimo, alcuni cicli sono ancora fecondi e non è possibile prevedere quali siano. Meglio parlarne con il ginecologo, così da scegliere un idoneo metodo contraccettivo. Attenzione ad affidarsi alla contraccezione naturale, perché le mestruazioni sono spesso irregolari e non si riesce a conoscere il momento esatto dell'ovulazione. In premenopausa si riduce la durata del ciclo, per cui il flusso non compare più ogni  28 giorni, ma ogni 22-24. Inoltre, si verifica un anticipo dell’ovulazione, che avviene qualche giorno prima della metà del ciclo.

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