Correre “in quei giorni”: si può e fa bene

Correre con le mestruazioni? Una #ladyrunner non si tira indietro. Anzi, mal di testa, fame nervosa e umore sottoterra non sono limiti, ma stimoli.

 

Corri da poco e sei di fronte all'annoso problema: in quei 5 giorni al mese in cui hai le mestruazioni, si può o non si può correre? Ma soprattutto, fa bene? Ci siamo passate tutte noi runner, e tutte ci siamo poste le stesse domande. Anch'io, quando ho cominciato quattro anni fa.

 

Allora provo a sfatare qualche mito (negativo). Correre durante il ciclo si può e fa bene. Ma andiamo con ordine. 

 

Gli allenamenti vanno dosati, tenendo quelli più duri per i giorni in cui stai davvero bene e non ci sono dolorini addominali o acciacchi vari: di solito questo accade tra il 6° e 14° giorno del ciclo. Nei giorni prima del ciclo, invece, quando ti senti particolarmente irritabile, gonfia come un pallone, quando l'aggressività e la voglia di piangere sono estremizzate, ebbene, proprio in quei giorni in cui ti verrebbe da divorare una tavoletta di cioccolato in 5 minuti, ti consiglio di mangiare i cosiddetti cibi del buonumore, indossare le tue scarpette e andare a correre. Non devi fare distanze eccessive o sedute sfiancanti, ma scaricare le tensioni. Già. Perché correre, come sai, sviluppa le endorfine che fanno tanto bene al tuo corpo e migliorano l'umore, con buona pace di chi ti circonda. 


La stessa identica cosa succede nei giorni del ciclo. Con una "aggravante": quando corro in qui giorni, personalmente faccio una fatica esagerata! Ho il fiato corto e sembra che non mi sia mai allenata prima. Sensazione comune a tante runner... Ma ti assicuro che passa davvero in pochi giorni.

 

Quindi corri serena, l'unica accortezza è quella di scegliere una protezione "giusta": un assorbente di cotone esterno o un tampone che ti faccia sentire libera di svolgere la tua corsetta. Come sceglierlo? Non c'è una regola: basta che ti tenga asciutta e ti dia una sensazione di comfort. Aggiungo che, per esperienza personale, io li preferisco ipoallergenici, così riduco il più possibile il rischio di irritazioni. Inoltre, poiché le mestruazioni creano un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri, dopo la corsa e la doccia li sostituisco immediatamente.

 

Così come per gli assorbenti, anche per la scelta dell'abbigliamento non c'è una regola: di solito, in quei giorni io preferisco pantaloncini neri a scanso di spiacevoli inconvenienti! L'offerta di prodotti per il running è davvero ampia, puoi sbizzarrirti a seconda del tuo gusto e del tuo umore, i capi tecnici sono monocromatici ma anche coloratissimi. E poi, finito l’allenamento, soprattutto quando ho le mestruazioni, per me la parola d’ordine è: cotone. Questo tessuto naturale mi fa sentire fresca e non mi provoca irritazioni di alcun tipo. Io scelgo il cotone anche per la biancheria intima, non potrei mai immaginare di indossare uno slip o un reggiseno sintetici: al solo pensiero, mi viene la grattarola!

 

RUBRICA A CURA DI RAFFAELLA CAGNAZZO



Giornalista e blogger. Appassionata runner e apprendista fotografa; instancabile viaggiatrice; velista entusiasta.
MyBlackSunglasses.com - Instagram

 

 

Le 6 lady

Queste vampate mi stanno facendo impazzire

Lug 01, 2016 / Silver

Da un po’ di tempo le vampate della menopausa sono diventate un problema. Soprattutto perché si verificano in piena notte, svegliandomi e scombussolandomi tutta... ...

Leggi tutto
  • Iscriviti al programma!

Seguimi sui social!

 

Lo sapevi che…?

Sei felice? Ce l’hai scritto nei geni

Essere felice è scritto nei tuoi geni, ovvero nel tuo Dna. La cosa curiosa è che, secondo alcuni studi, il fatto che l’attività più o meno intensa di questo gene sia associata alla capacità di provare allegria e serenità esiste solo nelle donne che, non a caso, sono più soggette a sbalzi d’umore rispetto agli uomini. Ma al di là delle questioni genetiche, ci sono piccoli segreti per essere felici che valgono per tutti: concentrarsi sulle cose belle che accadono ogni giorno, senza pensare a ciò che sarà domani. E focalizzarsi su obiettivi concreti, non nutrire aspettative su quelli astratti, che magari non sono realizzabili. Del resto, come disse Trilussa, La felicità è una piccola cosa.”

Cistiset Advance