Conflitti casalinghi… E la pressione sale!

La mia salute sta risentendo delle incomprensioni con mia figlia. Del resto, come si fa a non stressarsi con un'infelice in casa? Ma da domani si cambia!

 

Lady

Da due mesi mia figlia Silvia è rientrata a vivere a casa dopo gli studi in Germania e la laurea magistrale in filosofia. E, come tanti giovani della sua età, al momento è disoccupata, e questo mi preoccupa non poco. La vedo demotivata, svogliata, trascorre gran parte del suo tempo a navigare su internet per cercare offerte di lavoro, a suo dire, ma a me più che altro sembra sia molto attiva sui social. A casa non la vediamo quasi mai, se non all’ora dei pasti e poco altro. Per il resto se ne sta chiusa in camera sua.

 

Sono in ansia per lei, e non solo per il fatto che non trova un impiego. Mi spiace soprattutto che, a 26 anni, sia così sfiduciata, apatica e solitaria. Io cerco di non invadere i suoi spazi, di lasciarla tranquilla e di accontentarla in tutto, ma la cosa non può e non deve durare. Solo che non so bene come entrare nel suo mondo. Già ci sono le incomprensioni con Carlo, non vorrei generare inutili conflitti anche con nostra figlia.

 

Il fatto è che io e Silvia siamo molto diverse, lei è sempre stata molto lunatica, tutta grandi fiammate di entusiasmo o picchi di depressione esistenziale… E non è un caso se abbia scelto di studiare proprio filosofia! Suo padre era furibondo quando ci informò della sua scelta, infatti riteneva che non fosse una laurea “spendibile” nel mondo del lavoro attuale. Ma lei nulla, convinta del suo, e devo dire che in questo è stata tenace e coerente, portando avanti i suoi studi con costanza, seppure un po’ a rilento.

 

Il problema è che ora, concluso il ciclo universitario e senza prospettive per il futuro, è come se si fosse arenata. Dal canto mio mi sento impotente e irritata, non so come spronarla, stimolarla e non so neppure quali siano le opzioni di carriera che le si potrebbero aprire concretamente.

 

Questa situazione così esplosiva con Silvia sta contribuendo a stressarmi, e anche il mio organismo, già provato dalla menopausa, ne sta risentendo. Mi ha messa in guardia anche la mia dottoressa:

La Ginecologa 

Anna occhio alla pressione. Sta salendo troppo. Oggi ha la minima a 92 e la massima a 150, siamo oltre i limiti. Dieta iposodica e meno stress.”

 

Certo… Come si fa a non stressarsi con una figlia disoccupata e infelice a casa? Ma io devo anche pensare a me. Così ho deciso che già domani affronterò mia figlia a muso duro. Lo farò per entrambe. Del resto la capisco, ma non si può continuare così. Dice che le andrebbe bene qualunque occupazione finché non trova il lavoro giusto, ma mi sembra che non stia facendo nulla per trovarlo, e per di più non mi aiuta in casa, non si preoccupa di fare la spesa e neppure di rifarsi il letto…

 

Da domani, mi spiace ma si cambia regime: si dovrà alzare la mattina presto, mi dovrà dare una mano con le pulizie e con il pranzo, e nel pomeriggio si dovrà occupare di cercare un lavoro. Sul serio però! Io e suo padre le daremo una mano, ma sarà lei a doverci dire come.

 

La prima risposta sarà una porta sbattuta in faccia. Ma col tempo, lo so, sarà un’altra storia. Io, nel frattempo, contatto qualche conoscenza utile e mi procuro un misuratore di pressione come mi ha consigliato la dottoressa:

La Ginecologa 

Prima di darle le pastiglie per l’ipertensione, le chiedo di misurarsi la pressione ogni giorno per un mese, sempre alla stessa ora, cambiando braccio ogni tanto ed effettuando la misurazione quando è tranquilla, seduta sul divano e non in piedi. Segni i risultati su un’agenda e poi alla prossima visita li controlleremo per fare una valutazione. Se non fosse sufficiente proveremo un altro metodo che si chiama holter pressorio. Ma non andiamo troppo avanti. Via con le misurazioni casalinghe”.

 

Speriamo in bene, per tutto!

 

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