Dalla parte dei ragazzi: come tenerli lontani da fumo, alcol e droghe

Gli adolescenti di oggi tendono a provare di tutto e un genitore non può abbassare la guardia. I consigli per prevenire e affrontare la situazione.  

Silver

Sigarette, birra, vino, superalcolici, cannabis, cocaina... sono solo alcune delle sostanze con cui i ragazzi possono avere a che fare sin da adolescenti. C'è chi prova per mera curiosità e abbandona subito, chi dopo qualche tempo, magari con la maturità, mentre per alcuni dall'uso si passa all'abuso. Il rischio per la loro salute però è sempre alto, soprattutto perché con certe droghe di ultima generazione il danno fisico può evidenziarsi anche al primo e unico approccio. Come affrontare e prevenire la situazione? Te lo stai chiedendo anche tu? Purtroppo la bacchetta magica non esiste, ma come ti direbbe Anna, i cui figli hanno passato l’adolescenza da un po’, il miglior consiglio è il dialogo aperto e sincero. Sempre.

 

 

Alcol, tabacco o droghe, non c'è differenza per i giovanissimi

Non esiste una differenza sostanziale tra una sostanza e l'altra nell'ottica della prevenzione e l'esempio che dai tu stessa è la migliore arma: se fumi, o lo fa il papà, in modo indiretto insegni a tuo figlio che quello non è un male, e difficilmente, una volta scovato il pacchetto di sigarette nello zaino della scuola, potrà convincerlo che sta facendo un errore!

 

Lo stesso vale per l'alcol. Invitare tuo figlio adolescente a bere vino o birra insieme a tavola, equivale ad avallarne l'uso anche in altri contesti. I teenager usano l'alcol più di qualunque altra sostanza e per molti diventa l’unico mezzo di divertimento. Uno sballo pericolosissimo: basta pensare agli incidenti stradali.

 

 

Perché gli adolescenti abusano di droghe e alcolici?

Le ragioni sono numerose:

 

  • Per fare gruppo;
  • Perché piace come li fa sentire;
  • Perché si divertono di più;
  • Li fa sentire più grandi e fighi;
  • Si sentono eccitati nel solo gesto della ricerca, prima ancora che dell'assunzione;
  • Per mera ribellione.

 

Insomma le motivazioni non sono molto diverse da quelle della tua generazione, ma è sicuramente cambiato il contesto in cui vivono e il loro modo di approcciare alla vita: sono più fragili? Probabilmente sì, anche per un eccesso di protezione che aumenta il rischio di non sapersela sbrigare da soli, talvolta nemmeno nelle situazioni sociali tipiche della loro età.

 

Quali i rischi per la salute?

L'alcol e la droga rappresentano le principali cause di morte o lesioni gravi negli adolescenti tra incidenti stradali, suicidi, annegamenti e violenze. Non dimenticare poi che la maggioranza di queste sostanze riduce i freni inibitori e diventa più facile incappare in rapporti sessuali non protetti, con un aumentato rischio di gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili, HIV compreso.

 

Anche l'uso occasionale di alcuni farmaci capaci di indurre uno sballo può arrecare gravi danni cerebrali, al fegato o ai reni, senza contare che oggi molte droghe illegali sono realizzate anche in laboratori occasionali, fortuiti, talvolta da altri ragazzini in casa con tutti i rischi connessi: dosaggi eccessivi, contaminazioni batteriche, tagli con sostanze chimiche ritenute innocue e invece tossiche.

 

 

Come capire se tuo figlio si droga o si ubriaca?

Non è facile, specie se sei tutto il giorno per al lavoro. Certo è che, al ritorno in casa, dare un’occhiata al suo aspetto e al suo comportamento non guasta! Non trascurare questi sintomi:

 

  • Occhi rossi, stanchezza, utilizzo continuo di collirio: sono campanelli d'allarme dell'impiego di cannabis;
  • Parole sbiascicate, bocca impastata e difficoltà a camminare dritto (cannabis o alcol);
  • Ritrovamento tra le sue cose di insoliti ritagli di carta o pezzi di stoffa (sono utilizzati per inalare vapori chimici di cui vengono impregnati);
  • Macchie di vernice sui vestiti (anche le sostanze che compongono le vernici vengono inalate per lo sballo come la colla e i solventi).

 

Più in generale potresti osservare una diminuzione dell'interesse per la scuola, un calo nel rendimento, un continuo conflitto in famiglia, abbandono delle attività extrascolastiche come lo sport o la musica, nonché un cambio drastico nelle amicizie.

 

Cosa fare se scopri che tuo figlio fuma, si droga o abusa di alcol?

Prendi la questione sul serio e affrontala immediatamente. La cosa migliore è parlarne apertamente. Magari è un modo per scoprire se tuo figlio ha bisogno di un confronto, uno scontro o semplicemente di attenzione e considerazione. Non devi utilizzare toni o parole dure, offese, inneggiare alla delusione, giudicare. Rischieresti di allontanarlo ancora di più, dandogli una scusa per lo sballo: meglio contare fino a 10, prepararti un discorso equilibrato e poi predisporti all'ascolto. Allo stesso tempo non devi essere troppo accomodante e permissiva. Dire "lo facevo anch'io alla tua età", può essere frainteso come un'autorizzazione a fare ciò che vuole.

 

Una prevenzione è possibile?

Certamente la famiglia gioca un ruolo importante: ogni adolescente tenderà - chi più o chi meno - a provare a fare qualcosa di inopportuno, ma se alle spalle c'è un'educazione solida raramente si incappa in problemi seri. Come fare?

 

  • Apri un dialogo, sin da bambino, anche su queste tematiche: spiegare a tuo figlio cosa pensi o ti aspetti da lui in relazione ad alcol e droghe quando ancora non ne è attratto, significa stabilire una linea di condotta senza aprire un conflitto;
  • Mantienilo attivo con attività importanti e sane come lo sport e trova del tempo anche per fare delle cose insieme, in famiglia;
  • Imposta delle regole precise con annesse conseguenze se sgarra;
  • Gratificalo quando fa bene anche le piccole cose (un buon voto a scuola non deve essere dato per scontato);
  • Apriti alla conoscenza delle sue amicizie: è significativo per avere una maggiore consapevolezza del contesto in cui vive quando non è con te.

 

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Lo sapevi che…?

Esiste una forma di emicrania “da aereo”

Un gruppo di ricercatori italiani ha identificato una forma di emicrania “da aereo”. Non è accompagnata da altri sintomi, ma il male è così intenso da far rinunciare addirittura a volare. Le ragioni non sono del tutto note. In sostanza, ci sarebbero organismi particolarmente sensibili che non riescono ad adattarsi automaticamente al cambio di pressione durante il decollo e l’atterraggio. La soluzione? Al momento solo una: chi ne soffre dovrebbe assumere un antidolorifico mezz’ora prima dell'atterraggio, che è la fase più a rischio. Altre forme curiose e poco comuni di cefalea sono: la cefalea da tosse, quella da week-end e quella associata all’attività sessuale che, quindi, esiste davvero ;-)

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