• 23 Maggio 2016

Cistite ricorrente: 7 consigli e rimedi naturali

La cistite è un’infezione che colpisce soprattutto le donne. Scopri come tenerla alla larga con i giusti accorgimenti e alcuni efficaci rimedi naturali.

 

Blue

La cistite è un disturbo infiammatorio che colpisce la vescica e che sembra amare particolarmente le donne. Ne sai qualcosa? Anche tu, come Simona, sei particolarmente vulnerabile alle infezioni del tratto urinario? Le ragioni sono innanzitutto di ordine anatomico.

 

La vescica raccoglie l’urina filtrata dai reni e, una volta che si riempie, convoglia questo liquido di scarto verso l’esterno usando come canale un sottile tubicino chiamato uretra. Anche gli uomini, naturalmente, sono dotati di vescica e di uretra, ma quest’ultima è molto più lunga di quella femminile perché deve attraversare il pene, al contrario degli organi genitali femminili sono tutti interni. Ebbene, proprio questa specifica conformazione fa sì che sia molto più facile, per i germi che si trovano comunemente nell’intestino, entrare in contatto con l’uretra e quindi risalire fino alla vescica.

 

In condizioni di non perfetto equilibrio, quando le difese immunitarie sono un po’ basse o a seguito di una cura antibiotica, è possibile che tali germi proliferino all’interno della vescica. La conseguenza è un’infiammazione che si manifesta con sintomi molto fastidiosi tra cui:

 

  • Dolore durante l’atto della minzione, con sensazione di bruciore intenso
  • Difficoltà a svuotare del tutto la vescica
  • Senso di peso al basso ventre
  • Urine dall’aspetto torbido e dall’odore pungente
  • Talvolta presenza di sangue nelle urine
  • Stimolo alla minzione più frequente, anche se si tratta di poche gocce
  • Febbre o febbricola

 

Oltre alle cause anatomiche, le donne sono più vulnerabili agli agenti patogeni che provocano la cistite perché, una volta che questo tipo di disturbo si verifica una volta, tenderà a recidivare facilmente: insomma, una vera e propria “maledizione”.

 

Ciò accade perché la maggior parte delle cistiti è di origine batterica o fungina, pertanto la cura prevede il ricorso agli antibiotici, i quali, però, sono responsabili del “loop” che ne deriva. Spieghiamoci meglio: quando il medico diagnostica una cistite, attraverso un esame delle urine e possibilmente una urinocoltura per individuare il germe che causa l’infezione, prescriverà una terapia antibiotica per debellare in modo completo ed efficace il batterio. Il problema è che i farmaci antibiotici non sterminano solo i batteri nocivi, ma anche quelli buoni, che abitano in perfetto commensalismo nelle mucose intime e nel tratto finale dell’intestino. Questi batteri hanno anche il compito di fungere, a loro volta, da “difensori” contro gli agenti patogeni esterni. Ecco perché dopo le terapie antibiotiche è più facile ammalarsi di nuovo, e proprio di cistite!

 

Un circolo vizioso si può spezzare solo in un modo: rinforzando gli anticorpi in modo naturale. La prevenzione, infatti, rappresenta la miglior cura della cistite: mantenendo un buon equilibrio nella microflora batterica delle mucose intime si genera una barriera naturale all’azione infettiva dei germi cattivi. Lo sa bene anche Simona, che è particolarmente vulnerabile alle infezioni intime e che, come armi a disposizione, utilizza soprattutto l’alimentazione, una buona igiene intima non aggressiva, ed eventualmente l’integrazione con prodotti naturali.

 

Ecco 7 semplici consigli:

 

  • Aumentare il consumo di cibi con naturale azione antibatterica e rinforzante tra cui mirtilli rossi, ribes, ciliegie e uva rossa e nera (di questi frutti si può anche bere il succo o assumerli sotto forma di integratori). Il potere stimolante del sistema immunitario è dato dalla presenza di antiossidanti, in particolare bioflavonoidi, di cui questi alimenti sono ricchissimi
  • Inserire nell’alimentazione quotidiana probiotici freschi o liofilizzati, ma anche yogurt naturale per rinforzare la flora batterica intestinale e riportarla in equilibrio soprattutto dopo una cura antibiotica
  • Consumare ortaggi e frutta ad effetto detox e diuretico come lattuga, bietole, asparagi, ananas, sedano ecc.
  • Bere molta acqua per migliorare la diuresi: quando le urine ristagnano a lungo nella vescica è più facile che possano diventare ricettacolo di infezioni
  • Aumentare il consumo di alimenti con fibre per migliorare la funzionalità intestinale, e in particolare legumi, cereali integrali, frutta fresca a secca e verdura
  • Effettuare l’igiene intima con scrupolo adoperando detergenti non aggressivi e soprattutto facendo attenzione a non portare germi dall’ano alla vagina
  • Tra i rimedi dolci, sono molto utili sia il D-mannosio estratto dalla corteccia della betulla, un supplemento che è indicato come coadiuvante della terapia anche in fase acuta dell’infezione, così come gli integratori a base di uva ursina e cranberry (o mirtillo rosso americano). Il D-mannosio è uno zucchero, il cranberry un estratto vegetale. 

 

IL CONSIGLIO DELLA GINECOLOGA

La Ginecologa

SE SI RISCONTRANO TRACCE DI SANGUE NELLE URINE, POTREBBE TRATTARSI DI UN TIPO PARTICOLARE DI INFEZIONE ALLA VESCICA, DEFINITA EMORRAGICA, CHE COINVOLGE ANCHE I VASI SANGUIGNI CHE IRRORANO LA MUCOSA INTERNA DELL’ORGANO CHE SI ROMPONO. ANCHE LA CISTITE EMORRAGICA È PROVOCATA DA UN TIPO DI BATTERIO FECALE, SPESSO L’ESCHERICHIA COLI, MA ANCHE FAVORITO DA ALTRI PROBLEMI URINARI CONCOMITANTI COME LA PRESENZA DI CALCOLI RENALI. IN TUTTI I CASI, MEGLIO NON AFFIDARSI AL FAI-DA-TE MA RIVOLGERSI AL MEDICO PER LA DIAGNOSI E LA CORRETTA PRESCRIZIONE FARMACOLOGICA.

Le 6 lady

A pezzi, dentro e fuori: una vacanza da incubo

Set 27, 2016 / Pink

Ho aspettato per mesi di trascorrere una vacanza da sogno e non solo mi sono ammalata sul più bello, ma ho anche scoperto il mio uomo flirtare con un’altra.

Leggi tutto
  • Iscriviti al programma!

Entra nella community!

Instagram

 

Lo sapevi che…?

La celiachia può ostacolare il concepimento

Quando un bimbo non arriva, una delle cause potrebbe essere la celiachia, cioè un'intolleranza permanente al glutine presente nel frumento, nell’orzo, nella segale e nel farro. Non è ancora chiara la connessione, ma i dati dicono che, nelle pazienti con sterilità senza causa nota, la prevalenza della celiachia è di gran lunga maggiore rispetto alla popolazione generale: 4-8% (fonte AIC). Nelle donne celiache che non sanno di esserlo, e che non hanno escluso il glutine dalla dieta, si ha un accorciamento della durata della vita fertile e si manifestano con maggiore frequenza alterazioni del ciclo mestruale e lunghi periodi di amenorrea, fattori che mal si conciliano con il concepimento.

Cistiset Advance